Con l’esibizione del mezzosoprano Karine Deshayes si concludono i concerti in piazza del Popolo

Con l’esibizione del mezzosoprano Karine Deshayes si concludono i concerti in piazza del Popolo

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Questa XLI Edizione del Rossini Opera Festival passerà alla storia del prestigioso festival rossiniano per due aspetti innovativi e vincenti: la realizzazione della prima opera giovanile di Rossini, La cambiale di matrimonio in un teatro Rossini trasformato per esigenze di sicurezza, con la platea sacrificata per dare spazio all’orchestra e i 200 spettatori per rappresentazione nei palchi.

Vincente questa scelta fatta in poco tempo visto la drammaticità della situazione per la pandemia, anche perché il festival pesarese, quest’anno caratterizzato da un pubblico prevalentemente italiano, ha avuto il coraggio di allestire un’opera all’interno di una struttura teatrale. Il secondo aspetto è stato il ritorno in piazza del Popolo del Rof, dopo le stagioni dei cantanti stellari del firmamento lirico: Pavarotti, Horne, Anderson. E ancora una volta protagonisti i concerti lirici con importanti cantanti internazionali.

E’ stata Karine Deshayes, celebre mezzosoprano francese, al suo debutto al Rossini Opera Festival, a chiudere questo ciclo di concerti lirico-sinfonici, con un programma molto bello ed acclamato dal pubblico. Karine Deshayes è stata accompagnata dalla Filarmonica Gioachino Rossini diretta da Nikols Nagele.In programma musiche di Rossini, Bellini, Donizetti e Gounod. Del cigno di Pesaro, la Deshayes ha cantato e interpretato la cavatina di Rosina: “Una voce poco fa” da Il barbiere di Siviglia; poi è stata la volta del Rondò di Elena – Finale “Tanti affetti” da La donna del lago; di seguito la scena di Cenerentola “Nacqui all’affanno, e al pianto” da Cenerentola; ed infine Ballo, Tema con variazioni ” -D’Amor al dolce impero da Armida.Di Vincenzo Bellini la Deshayes ha cantato la Cavatina di Romeo “Se Romeo t’uccise un figlio”, da I Capuleti e i Montecchi. Di Gaetano Donizetti, la cavatina di Elisabetta “Ah! quando all’ara scorgemi” da Maria Stuarda e infine da Charles Gounod, Air de Sapho “O ma lyre immortelle” da Sapho e la Cavatine de Balkis “Plus grand dans son obscurité” da La Reine de Saba. La Deshayes ha esordito nella sua carriera all'<Opera national di Lione, al Festival di Salisburgo con il Flauto magico, diretto dal maestro Riccardo Muti. Attualmente è invitata nei piu’ importanti teatri del mondo.

Ma i concerti lirici-sinfonici hanno visto la presenza di altri prestigiosi interpreti come Alfonso Antoniozzi, Paolo Bordogna e Alessandro Corbelli, nel bellissimo e divertente concerto dal titolo, L’ABC  del Buffo. Un momento molto atteso è stato quello del concerto del tenore Juan Diego Flo’rez, che ha presentato: Rarità rossiniane, alternate con Sinfonie giovanili di Rossini, eseguite dalla Filarmonica Gioachino Rossini diretta da Michele Spotti.

Un concerto sublime per interpretazione e vocalità è stato presentato dal soprano inglese Jessica Pratt, che in dieci anni di carriera, in oltre 35 ruoli, portati in tutti i teatri del mondo. Dopo la partecipazione nel ruolo di Lisinga in Demetrio e Polibio nel Rof 2019, quest’anno ha presentato un programma difficilissimo, in cui ha potuto evidenziare le sue capacità vocali, passando dalle arie di Rossini a Donizetti e infine all’aria di Violetta:E’ strano! è strano!…” da La Traviata di Verdi. Entusiasmante il concerto del baritono palermitano, pesarese d’adozione, Nicola Alaimo, che oltre alle celebri arie rossiniane, ha lasciato un segno interpretativo nell’Aria di Germont<. “Di Provenza il mar, il suol” da La Traviata di Verdi. Un bel concerto del soprano russo Olga Peretyatko, con musiche di Rossini, Mozart, Glinka, ha inaugurato questa importante kermesse canora, che speriamo il Rof, anche nella prossima edizione, possa mantenere in Piazza del Popolo. D’altronde nella stessa piazza si sono tenuti altri due eventi musicali significativi: La Petite Messe Solennellle  di Rossini, con Mariangela Sicilia soprano, Cecilia Molinari mezzosoprano, Manuel Amati tenore, Mirco Palazzi basso, in memoria delle vittime della pandemia  e la rappresentazione de Il viaggio a Reims, il grande capolavoro rossiniano, che il Rof da molti anni propone nei suoi cartelloni.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: