Stroncata lungo la costa la culla della mafia nigeriana

Stroncata lungo la costa la culla della mafia nigeriana

Provvedimento di fermo per 15 persone. Altre 4 sono irreperibili. Riccardo Marchetti della Lega: “Grazie alle squadre mobili di Ancona e Teramo per l’intervento”

TERAMO – Gli agenti della squadra mobile della Questura di Teramo, diretti dal vice questore Roberta Cicchetti, con la collaborazione dei colleghi della Questura di Ancona, hanno eseguito un decreto di fermo per 19 nigeriani, appartenenti all’associazione Supreme Eiye Confraternity (SEC) o Eiye, sodalizio radicato in Nigeria, ma diffuso in molti stati europei ed extraeuropei. Un’organizzazione equiparata per struttura e forza intimidatoria alle mafie tradizionali.

Il provvedimento di fermo che è stato già notificato a 15 dei 19 indagati (quattro sono risultati irreperibili), è stato disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia dell’Aquila, con il coordinamento del sostituto procuratore David Mancini.

Le 19 persone sono organiche alla cellula locale (Nest) denominata Pesha che controlla la fascia costiera che va dalla provincia di Teramo a quella di Ancona. Gli affari della cellula andavano dal riciclaggio e all’illecita intermediazione finanziaria verso la Nigeria alla tratta di giovani donne mandate a prostituirsi lungo la strada della Bonifica e sottoposte a continue vessazioni.

“Grazie a un blitz delle squadre mobili di Ancona e Teramo è stata stroncata una culla della mafia nigeriana – ha dichiarato il Commissario della Lega Marche, on. Riccardo Augusto Marchetti – che da tempo era ormai radicata nel territorio marchigiano. Il puntuale intervento delle forze di Polizia ha condotto a diciannove arresti, e dalle indagini sono peraltro emerse le identità di due nigeriani irregolari, uno domiciliato ad Ancona e l’altro a Jesi, per i quali sono già in corso le procedure per l’espulsione. Il risultato delle indagini – ha sottolineato Marchetti – testimonia che occorrono procedure più rigorose in materia di immigrazione, pertanto il governo deve ravvedersi quanto prima e mettere al sicuro il nostro Paese.

“Un ringraziamento particolare – ha concluso il Commissario della Lega – va al capo della squadra mobile di Ancona, Carlo Pinto, che ha dato un’ulteriore prova della sua competenza e determinazione e al questore di Teramo, Enrico De Simone, per aver vigilato sull’operazione”.

 

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