Emergenza Coronavirus: ecco cinque concrete proposte per Ancona

Emergenza Coronavirus: ecco cinque concrete proposte per Ancona

di GIANLUCA QUACQUARINI*

ANCONA – In questa emergenza Coronavirus, oltre le tante cose fatte, servono altre iniziative per l’immediato e per “il dopo” quando si ricomincerà gradualmente ad uscire.

Servono decisioni rapide e a favore degli anconetani.

Ecco 5 proposte per Ancona, le più stringenti e concrete.

1- Mascherine acquistate e/o prodotte da imprenditori locali e distribuite a cura del Comune di Ancona, almeno una a famiglia come prima fornitura. Molti comuni marchigiani stanno procedendo in questa direzione: Camerano dove la “Giorgio Grati spa”, in collaborazione con la BCC di Filottrano e Camerano, ed il Comune le distribuisce per ora 1 per ogni famiglia residente. A Filottrano la famiglia Lardini ha riconvertito l’azienda per realizzare mascherine che poi il Comune distribuirà ai cittadini. E poi Falconara, Osimo, Loreto, Recanati e tante altre città delle Marche, distribuiscono, grazie alle produzioni e/o donazioni degli imprenditori che operano nei loro Comuni, mascherine per i propri cittadini. Ad Ancona l’Amministrazione comunale ha fatto sapere che NON è possibile avere e distribuire mascherine per gli anconetani! Ma ome mai in tutti gli altri Comuni marchigiani e italiani si può e qui NO? Credo sia, invece, tra le più apprezzate iniziative che il Comune di Ancona possa prendere per far sentire davvero la propria vicinanza ai propri cittadini. Si, perché per “il dopo” è già previsto che saranno mesi da vivere con la mascherina per uscire. Quindi la Sindaca contatti gli imprenditori per far acquistare e/o produrre mascherine. (Se la risposta degli imprenditori NON sarà adeguata all’acquisto delle mascherine minime necessarie, la somma mancante sarà colmata da risorse comunali);

2- Intensificazione della sanificazione dei cassonetti dei rifiuti. Ora più che mai vanno eliminati tutti i potenziali focalai del virus COVID-19. Da eseguire almeno 1 volta a settimana;

3- Le somme necessarie per i buoni pasto dei dipendenti comunali in smart working, e NON erogati dal Comune per questo mese e lo scorso, proprio perchè sono al lavoro da casa, da utilizzare dall’Amministrazione per iniziative di solidarietà nei confronti dei cittadini più fragili, a partire dalla spesa a domicilio. (NON dovrebbero essere stati erogati, altrimenti sarebbe un controsenso);

4- Favorire i negozi di vicinato per l’utilizzo dei buoni spesa del Fondo di Solidarietà Alimentare istituito dal Governo. In questo modo si garantirebbe la sopravvivenza dei piccoli negozi e si eviterebbero spostamenti in macchina per i beneficiari dei buoni spesa;

5- Sospensione degli Abbonamenti studenti di Conerobus: visto il mancato utilizzo del trasporto pubblico da parte degli studenti per il mese di marzo, aprile e chissà quanti altri mesi ancora. L’abbonamento riprenderà la sua validità alla riapertura delle Scuole, probabilmente il prossimo anno scolastico, sfruttando i mesi che sono stati sospesi.

Ecco 5 proposte concrete per Ancona da attuare da subito e senza indugio.

Gli anconetani si aspettano iniziative nell’immediato e soprattutto efficaci.

*Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Ancona

 

 

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