La burocrazia continua a bloccare la ricostruzione post-terremoto: i sindaci vogliono essere ascoltati dal Governo

La burocrazia continua a bloccare la ricostruzione post-terremoto: i sindaci vogliono essere ascoltati dal Governo

ROMA – “Non vogliamo più essere vittime di burocrati e per sbloccare davvero una situazione insostenibile occorre un’interlocuzione che valorizzi il contributo finora spesso non ascoltato che viene dai sindaci”. Parlano ad una voce sola, quella del coordinatore nazionale Maurizio Mangialardi, presidente di Anci Marche, i sindaci del cratere delle 4 regioni terremotate Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio che si sono dati appuntamento a Roma. Circa 70 i sindaci marchigiani e alcuni assenti hanno giustificato la mancata presenza, per una “assemblea molto importante e significativa che conferma l’unità dei sindaci del cratere”.

Nell’incontro alla presenza del vice ministro on. Vito Crimi e con la partecipazione anche del presidente dell’Anci Decaro e del consigliere nazionale dell’Anci Enzo Bianco, il confronto è stato franco con momenti di inevitabile tensione.

“Abbiamo illustrato i contenuti del DL 123/19 “Disposizioni urgenti per l’accelerazione ed il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici” convertito in Legge 156 del 12 dicembre 2019 individuando alcune soluzioni ineludibili per la semplificazione nella ricostruzione pubblica e privata”.

Tra le necessità emerse c’è quella di creare un testo unico che riassuma tutte le norme.

“Occorre fare presto perché attraverso i decreti attuativi dovremo andare a risolvere temi determinanti e anche più vitali di quelli contenuti nel testo di legge approvato” – insiste Mangialardi.

“Diversamente si rischia di vanificare invece il lavoro dell’Anci mentre siamo convinti che se le nostre istanze fossero state già recepite avremmo risolto gran parte dei problemi burocratici con i quali ancora ci troviamo a dover fare i conti, come il caso delle macerie di questi giorni”.

“A fianco dei sindaci per risposte certe e immediate sulle questioni non risolta dal decreto sisma”. È quanto ha ribadito, nel corso dell’incontro, anche la vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini. “Ho scelto, come sempre, – ha poi aggiunto – dal 24 agosto del 2016, di stare a fianco dei sindaci marchigiani del cratere e sono oggi qui a rappresentare la Regione”. La vice presidente ha quindi ribadito le criticità emerse nel decreto sisma e appoggiato le richieste dei sindaci: “Sono le stesse che ribadiamo, inutilmente da tre anni. Senza lo snellimento della ricostruzione pubblica e privata, senza la stabilizzazione dei tecnici assunti e formati, senza una loro implementazione organica, non si va da nessuna parte. Questi sono i veri problemi che ostacolano la ricostruzione e che il decreto sisma non affronta. Altre questioni sono state recepite, ma queste, essenzialmente politiche, cioè di scelte strategiche per accelerare i lavori, sono rimaste insoddisfatte. Senza la loro attuazione, le aree interne appenniniche terremotate non potranno avere quel rilancio che Regioni e comunità locali chiedono con forza”.

La sintesi dell’incontro con le proposte emerse dall’assemblea è contenuta in un documento in più punti che il presidente dell’Anci Antonio Decaro presenterà nell’audizione di questo pomeriggio (mercoledì 15 gennaio), per essere inserito all’interno del Decreto Milleproroghe.

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