Occorre investire in tecnologia e cultura per rilanciare l’olio extravergine di oliva

Occorre investire in tecnologia e cultura per rilanciare l’olio extravergine di oliva

Le indicazioni arrivano dal convegno organizzato da Coldiretti Marche, Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Camera di Commercio unica regionale nella Sala Maggiore del Comune di Osimo

OSIMO – Tecnologia e cultura per l’extravergine. Da accompagnare con la formazione per consumatori ma anche per addetti ai lavori. Passaggi necessari per rilanciare l’olivicoltura italiana e marchigiana che arrivano dal convegno organizzato da Coldiretti Marche, l’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e la Camera di Commercio unica regionale, ieri pomeriggio alla Sala Maggiore del Comune di Osimo.

Il punto su un settore di qualità che vede nelle Marche, secondo una stima Ismea, un sensibile aumento medio del 10% rispetto alla campagna olivicola dello scorso anno. Un dato che supera le 2400 tonnellate, dopo lo scarsissimo 2018. Siamo sotto la media degli ultimi tre anni ma la qualità è molto alta anche perché gli agricoltori hanno lavorato bene per prevenire le piante dall’attacco della mosca olearia.

Dopo i saluti del sindaco Simone Pugnaloni, del presidente della Camera di Commercio Gino Sabatini, del presidente di Re Stocco Bernardo Marinelli e Pierluca Federici, presidente di Aprol Marche (l’associazione che riunisci gli olivicoltori legati a Coldiretti) si è entrati nel vivo della tavola rotonda. Pietro Sandali, direttore dell’Unaprol, il consorzio olivicolo italiano, ha presentato la Evoo School.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra Coldiretti, Unaprol e Campagna Amica “è nata – ha detto – per diffondere la cultura dell’olio perché non basta avere un ottimo prodotto. Servono formazione per consumatori e operatori e investimenti in tecnologia. In Italia e anche qui nelle Marche non mancano realtà che producono macchinari all’avanguardia che sono venduti in tutto il mondo”. Dedicato all’importanza di coniugare qualità con tecnologia anche l’intervento di Natale Giuseppe Frega, già preside della Facoltà di Agraria dell’Univpm.

“L’olivicoltura marchigiana, pur rappresentando solo l’1% di tutta la produzione nazionale, interpreta il modello olivicolo da perseguire, fatto di cultivar locali, modernizzazione degli impianti e innovazione dei processi di trasformazione. – ha spiegato Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – Tutto ciò permette al nostro olio evo di essere sempre più remunerativo per le aziende agricole e qualitativamente superiore dal punto di vista organolettico e salutistico. Il potenziale di crescita è ancora enorme ed è per questo che Coldiretti Marche, tramite Aprol, sta investendo in un miglioramento continuo dell’intera filiera mettendo al centro il perfezionamento agronomico, la divulgazione delle proprietà di un alimento indispensabile della nostra dieta, la formazione di tutti gli addetti fino a quella rivolta ai cittadini per la riconoscibilità del vero olio evo e contro fake news che possono generare etichettature fuorvianti come quella a semaforo che darebbe un bollino verde a bibite gassate dalla ricetta ignota e il bollino rosso a patrimoni dell’agroalimentare italiano come il parmigiano o, appunto, l’olio extravergine di oliva”. Olio extravergine di oliva, al contrario, è un pilastro della dieta mediterranea e concorre al mantenimento della salute come sottolineato da Francesca Raffaelli, biologa e nutrizionista nota al grande pubblico per le sue partecipazioni a trasmissioni come Mi manda Rai3, e da Gualberto Compagnucci, enogastronomo che ha pubblicato un libro di ricette dedicate allo stoccafisso con un intero capitolo dedicato agli oli: usarne di altissima qualità consente di realizzare un piatto eccellente. L’appuntamento è terminato con una degustazione di oli, coordinata dai tecnici Aprol, tra monovarietali marchigiani, blend e biologici.

I consigli della nutrizionista per una conservazione ottimale dell’olio evo Francesca Raffaelli

Conservare in:

  • Bottiglie di vetro o latte in acciaio inox
  • Lontano dalla luce del sole, in luogo fresco
  • Lontano da fondi di calore (evitare preti vicino al forno o lavastoviglie)
  • Se acquistato in latta di alluminio va al più presto travasato in contenitori di vetro o acciaio inox se è vetro trasparente va riposta in luogo buio
  • Le bottiglie vanno riempite fino all’orlo e sigillate con un tappo che impedisca l’aria di entrare a contatto con l’olio
  • Se lo portate in tavola nell’oliera cercate di terminare l’olio e non rimboccarla ma riempite di nuovo una volta vuota

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: