Il Pci delle Marche: “Solo una nuova proposta politica che ricostruisca un’idea forte di sinistra può riconquistare la fiducia dei cittadini”

Il Pci delle Marche: “Solo una nuova proposta politica che ricostruisca un’idea forte di sinistra può riconquistare la fiducia dei cittadini”

ANCONA – Dal Partito Comunista Italiano – Comitato regionale delle Marche – riceviamo: “Il Comitato regionale del Partito Comunista Italiano ha elaborato un documento – “A Sinistra, per un’alternativa politica, sociale e di governo delle Marche” – con il quale si appella a tutte le componenti politiche e sociali, di sinistra, ecologiste e democratiche, al fine di costruire una nuova proposta politico-programmatica unitaria alternativa al progetto reazionario della destra e alle politiche neo-liberiste sovranazionali, nazionali e regionali.

Riteniamo che ci sia oggi bisogno di una forte chiarezza politica perché il governo regionale non cada in mano alle destre. Occorre invertire la rotta rispetto alle politiche dell’ultimo decennio, caratterizzate da una svolta a destra, in senso neoliberista, oggi rappresentata dalla giunta Ceriscioli. È evidente per esempio una forte spinta alla privatizzazione della sanità pubblica, con l’aumento di fondi di bilancio destinati alla sanità privata convenzionata e le dismissioni di importanti strutture ospedaliere e punti-nascita sul territorio.

Di fronte ai problemi che hanno colpito i nostri territori nel contesto della crisi globale del capitalismo – deindustrializzazione, disoccupazione, precarietà lavorativa, emigrazione di forze produttive giovani e qualificate, difficoltà del settore agricolo e di quello commerciale, la devastazione dell’entroterra causata dal sisma – non è possibile continuare la politica della subordinazione del governo regionale agli interessi privati e all’ideologia liberista.

Occorre al contrario rivedere le politiche di privatizzazione dei servizi e della sanità, per esempio bloccando e revocando le convenzioni con le cliniche private e ripristinando gli ospedali territoriali. È necessario opporsi alla c.d. “autonomia differenziata”, al federalismo neoliberista promosso dalle regioni settentrionali nel quadro di una preoccupante trasversalità politica, dalla Lega al PD, che porterebbe alla sostituzione del principio di solidarietà nazionale con quello dell’egoismo regionale e metterebbe in seria discussione l’unità della Repubblica Italiana.

Solo una proposta politica di sinistra, democratica e realmente ecologista, può porsi a difesa dell’ambiente dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici. È necessario imprimere da subito un’accelerazione nella conversione dei siti produttivi inquinanti, un potenziamento dei trasporti pubblici e della mobilità sostenibile, un blocco alla cementificazione selvaggia del territorio. Per fare questo, tuttavia, bisogna avere il coraggio di mettere in discussione l’attuale modello di sviluppo, di ripensare un’idea di progresso sostenibile, a partire da un riequilibrio tra economia pubblica ed iniziativa privata, nel rispetto della Costituzione che continua ad essere sotto attacco e che invece va difesa, non solo con le parole, ma con la sua concreta applicazione.

In altre parole, solamente una nuova proposta politica, aperta alla partecipazione democratica e fondata sui principi della Costituzione e dell’antifascismo, che ricostruisca un’idea forte di sinistra, può determinare la necessaria inversione di tendenza e riconquistare la fiducia dei cittadini”.

 

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