Tanti consensi per la conferenza del professor Goffredo Pallucchini alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pesaro

Tanti consensi per la conferenza del professor Goffredo Pallucchini alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pesaro

PESARO – Si è svolta nella storica sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Pesaro una interessante conferenza del professore Goffredo Pallucchini su Melville poeta. Dopo i saluti del presidente del Soms Emilio Melchiorri, il giornalista responsabile culturale del Soms, Paolo Montanari, ha presentato il relatore ed ha introdotto il tema.

Goffredo Pallucchini docente, ha studiato e insegnato negli Stati Uniti per circa 12 anni. Ha conseguito presso l’università del Windconsin (Madison) un dottorato in letteratura italiana e un master in letteratura comparata.

Negli States ha insegnato in prestigiose università ed è stato visiting professor al Mount Hobyokè college. In Italia oltre ad insegnare nelle scuole superiori italiano e storia, ha continuato la sua collaborazione con le università americane.

Goffredo Pallucchini ha pubblicato un volume di poesie in inglese Is this a political discourse?, un volume di racconti in italiano Il vento e i cristalli (racconti quasi fiabe) e un romanzo breve Il pittore di Edimburgo. La figura di Melville è complessa perchè va collocata in un periodo drammatico della vita americana, la guerra di Secessione. Anche la poetessa Emily Dickinson che sembra distaccata dalla società americana, è preoccupata per questa guerra che ha causato 620.000 morti. E la mentalità ottimista degli americani e della sua intellighentia, vedi Whitman, si trasforma in un cupo pessimismo, di cui Melville è la rappresentazione più significativa.

La guerra e la morte del presidente Lincoln, cambiano i rapporti degli americani con Dio e gli altri. Il Rinscimento americano, di Whitman, Hawthorn, Emerson, Dickinson e il primo Melville, diviene sempre più offuscato dal dubbio del mito americano, dei bianchi e degli indiani e lascia lo spazio alla violenza nelle città. Moby Dick, ha sottolineato il professor Palluccihini, il romanzo più complesso della letteratura americana, risente di questa transizione culturale.

E’ narrativa poetica, con riferimenti a Shakespeare, Dante, Milton e la Bibbia. I suoi due personaggi principali sono di una modernità sorprendente: la balena bianca, è raffigurata come una divinità mitologica greca, ma anche mietitrice di morte e il capitano Achab, il feroce nemico di Moby Dick, in realtà è in duello con Dio.

Ma quello si evidenzia nella produzione narrativa e poi dal 1866 poetica di Melville, è il dubbio e il coraggio, come intuì la Hawthorn. Moby Dick ossessionò per tutta la vita, breve perchè Melville morì a 44 anni, che affermava di aver scritto un libro diabolico ma che si sentiva un agnello.

Ma forse Melville si avvicina di più a Achab, perché è il più grande solitario della letteratura americana. Pallucchini approfondisce lo studio di Roberto Galevemi pubblicato sulla rivista Lettura. Ne viene fuori un insieme di immagini con personaggi kafkiani, dove dominano inquietudine e paura, Anche il passaggio alla poesia risente di questi sentimenti, non determinati solo dagli insuccessi per le opere narrative, ma per la necessità di svolgere meditazioni sulla guerra civile americana o ispirati al mare.

Essi esprimono, come scrive Roberto Mussapi, con grande potenza, il tema della guerra come conflitto atavico, radicato nella natura e nell’uomo, e il tema del mare come luogo della cancellazione in cui tutte le avventure si compongono e in ogni uomo incontra direttamente il proprio destino e la propria fine. L’opera di Melville narrativa e poetica è come un grande poema epico che non ha età.

Nella foto: il professor Goffredo Pallucchini con il giornalista Paolo Montanari

 

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