Bocconi avvelenati nei parchi di Pesaro, fatta la bonifica dall’unità cinofila dei Carabinieri forestali

Bocconi avvelenati nei parchi di Pesaro, fatta la bonifica dall’unità cinofila dei Carabinieri forestali

E’ intervenuta nel Parco pubblico di via Gattoni e nel Parco naturale regionale del San Bartolo

PESARO –  L’Unità Cinofila Antiveleno dei Carabinieri Forestali è intervenuta presso il Parco Pubblico di Via Gattoni e nel Parco Naturale Regionale del San Bartolo per la bonifica da eventuali bocconi avvelenati.

L’intervento nell’area verde ubicata tra Via A. Gattoni e Via L. Agostini è stato richiesto dal Gruppo Carabinieri Forestale di Pesaro-Urbino a sua volta interpellato dalla Polizia Locale di Pesaro in seguito al ritrovamento di un’esca presumibilmente avvelenata.

Gli animali, sotto gli occhi vigili del conduttore, dei  militari del Nucleo Investigativo di Polizia Forestale e Ambientale di Pesaro-Urbino unitamente a personale della Polizia Locale hanno attentamente ispezionato l’area accertando che non erano presenti ulteriori esche avvelenate.

Nei giorni scorsi, la medesima Unità Cinofila, era stata attivata dal Gruppo Carabinieri Forestale di Pesaro-Urbino  in seguito all’avvelenamento di tre animali nell’ambito di una manifestazione con cani di  razza Alaskan Malamute nei sentieri del Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo. L’Unità Cinofìla, unitamente  ai militari del Nucleo Investigativo di Polizia Forestale e Ambientale di Pesaro-Urbino e della  Stazione Carabinieri Forestale di Pesaro, ha percorso gli oltre 3 Km di sentiero interessati accertando, anche in tal caso, che non erano state  lanciate altre esche avvelenate.

Il Gruppo Carabinieri Forestali di Pesaro-Urbino ha in corso le indagini del caso finalizzate ad individuare i responsabili del rilascio di esche avvelenate che, si ricorda, costituisce un reato  ai sensi degli art. 544-bis e 544-ter del Codice Penale; rappresenta inoltre una pericolosa violazione alle norme sulla tutela della salute pubblica nonché una pericolosa fonte di inquinamento di acqua e suolo.

Il Ten. Col. Gabriele Guidi, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale della Provincia di Pesaro e Urbino evidenzia che “Il ritrovamento di esche o animali avvelenati prevede l’attivazione di un preciso protocollo messo a punto dalla Prefettura di Pesaro e Urbino ai sensi dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 10/02/2012, ribadita con O.M. 12/07/2018, recante “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o bocconi avvelenati” con l’obbligo di tempestivo avviso al Servizio Veterinario dell’ASUR e al Sindaco, i quali debbono provvedere rispettivamente alla tipizzazione e analisi del campione tramite l’Istituto Zooprofilattico, e alla tabellazione e bonifica dell’area”.

L’Unità Cinofila Antiveleno (UCA) dei Carabinieri Forestale  è stata istituita presso il Reparto CC del Parco Nazionale dei Monti Sibillini di Visso (MC)  grazie al progetto LIFE “PLUTO” e consta di un conduttore e due cani femmina, VIDA e MALTA, appositamente addestrati in Spagna. L’UCA è in grado di individuare e rimuovere bocconi e carcasse avvelenati con qualsiasi sostanza tossica, potendo così salvare molti animali domestici e selvatici da morte sicura.

 

PER SAPERNE DI PIU’

Carabinieri Forestale_UCA_Unità Cinofila Antiveleno

 

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