Ancona, a Fuoriteca l’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra ha proposto quattro testimonianze sulla memoria

Ancona, a Fuoriteca l’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra ha proposto quattro testimonianze sulla memoria

 di MASSIMO CORTESE

ANCONA – Al Palazzo del Consiglio Regionale di Ancona, all’interno delle presentazioni librarie curate dalla Biblioteca, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra (ANMIG) ha proposto una iniziativa piuttosto originale.

La professoressa Silvana Giaccaglia, coordinatrice dell’ANMIG per il concorso regionale “Esploratori della memoria”, ha chiamato gli autori di quattro Quaderni del Consiglio della Regione Marche – che riportavano storie di persone legate all’attività del summenzionato concorso dell’Associazione – a parlare dei propri lavori. Nell’ordine, i Quaderni sono: 1) “In Prima linea” di Laura Falasco; 2) “Diario di prigionia” di Egisto Monsù; 3) “Fratelli d’Italia dov’è la vittoria?” di Valerio Liberati; 4) “Roberto Grizi- Ricordi ed impressioni della guerra” di Mario Gazzellini. In buona sostanza, si tratta di racconti sulle tristi vicende vissute da persone coinvolte nei due conflitti mondiali che hanno insanguinato il Novecento: costoro avevano lasciato diari, lettere ed altre testimonianze, a volte racchiusi in qualche vecchio baule, in seguito ritrovati da figli e nipoti o da semplici studiosi locali, interessati e affascinati dalle testimonianze storiche del nostro Passato.

Per prima, è stata presentata dalla nipote Laura la vicenda umana di Pasquale Falasco, che nella Prima Guerra Mondiale ebbe a perdere un braccio: “In prima linea” rappresenta la condizione abituale, ai primi anni del secolo scorso, di un uomo che ha perduto i genitori in tenera età, si è trovato a vivere le tribolazioni della Prima Guerra Mondiale e ha dovuto difendersi da soprusi anche nella Repubblica Sociale Italiana. Il “Diario di prigionia” di Egisto Monsù, curato dal figlio Enzo,  parla dei mesi trascorsi in Germania come Internato Militare Italiano (IMI), condizione che colpì oltre 650.000 soldati italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Valerio Liberati, nipote dei tre fratelli Fattorini – Pietro, Vincenzo e Vittorio – ha raccontato le vicende dei suoi zii, coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale, ricche di spunti sociologici della società italiana degli anni Trenta.

Infine, lo storico Mario Gazzellini, profondo conoscitore della storia del Movimento Cattolico Jesino tra Ottocento e Novecento e quindi di un suo protagonista, il conte Massinissa Grizi,  ha descritto l’esperienza bellica del tenente Roberto, suo figlio, ingegnere del Genio Militare chiamato a ricostruire tante infrastrutture distrutte dagli austriaci nella Grande Guerra.

Le quattro storie raccontate, veramente appassionanti, meritano di essere conosciute anche grazie all’opportunità offerta dai Quaderni del Consiglio Regionale, fruibili  gratuitamente in rete. Le pubblicazioni presentate sono originate dal Concorso regionale “Esploratori della memoria”, che si avvale  da ben sei anni dell’impegno e della ricerca delle scuole di ogni ordine e grado delle nostre Marche: grazie a questo importante evento, la memoria viene salvaguardata.

La dottoressa Alberta Ciarmatori, ringraziando i presenti alla singolare iniziativa, nel chiudere l’incontro, ha ricordato il ruolo importante svolto dalla Biblioteca del Consiglio della Regione Marche.

 

 

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