Un surreale The Kitchen Theory proposto a Pesaro al Festival di danza contemporanea

Un surreale The Kitchen Theory proposto a Pesaro al Festival di danza contemporanea

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Uno spettacolo surreale ma profondamente emozionante The KItchen Theory  presentato nella chiesa della Maddalena per la XVI edizione di Hangartfest, Festival di danza contemporanea di Pesaro. Protagonista oggettivo è la cucina, il primo luogo che si raggiunge la mattina per la colazione e l’ultimo prima di andare a dormire. Luogo ricco di odori, emozioni, ricordi , sensazioni  Ed è in questo spazio che si svolge il balletto per la regia di Marisa Ragazzo e scenografie della stessa e Omid Ighani. E’ una vita intensa, una relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e, su ogni cosa, potenti come sovrane, dove regnano le parole. La stanza delle parole, escono dalla bocca come dervisci rotanti, capaci di schivare, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano li sospese per anni, quasi diventano un’eredità, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie. La cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti m sopratutto è lo spazio dove si parla. Un fiume di parole, ognuna diversa dall’altra, lunghe ed elastiche come alghe o rigide e appuntite, s’impossessano della bocca per urlare l’incomprensione o la denuncia della solitudine, o parlare dell’amore.

 

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