Nella sala Laurana di Palazzo Ducale di Pesaro inaugurata una grande mostra di ceramiche

Nella sala Laurana di Palazzo Ducale di Pesaro inaugurata una grande mostra di ceramiche

di PAOLO MONTANARI

PESARO – E’ stata inaugurata nella Sala Laurana di Palazzo Ducale, sede della Prefettura di Pesaro e Urbino, la mostra Evoluzioni ceramiche – 20 anni insieme 1999 – 2019, 52 opere di altrettanti ceramisti pesaresi, maestri e soci dell’Associazione Amici della Ceramica. Presenti all’inaugurazione il neo prefetto di Pesaro, Vittorio Lapolla, il presidente dell’Associazione Amici della Ceramica, Mirko Bravi e il vice sindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro, Daniele Vimini.

Quest’ultimo si è complimentato con gli artisti pesaresi ed ha fatto una promessa, che Pesaro in poco tempo diverrà la città della Ceramica, per la sua lunga tradizione. Mirko Bravi, ha sottolineato come la tradizionale mostra di quest’anno coincide con il ventennale della fondazione dell’Associazione dei ceramisti pesaresi. In mostra la continua evoluzione della nostra ceramica pesarese, famosissima sin dal Rinascimento come possono documentare le ceramiche della collezione del Museo Civico, del Museo CAME del Liceo Artistico F.Mengaroni e delle manifatture più recenti quali Baratti, nel cui studio lavorò Nanni Valentini,  poi le manifatture di Bucci, Franceschini, Mengaroni, Verzolini e Molaroni. L’associazione amici della ceramica ha sempre creduto nella continua evoluzione e divulgazione dell’Arte della ceramica pesarese, attraverso riproduzioni di maioliche classiche, nuove interpretazioni decorative, modellati plastici, gres, porcellane e tecnica Raku. Anche quest’anno la mostra delle ceramiche si tiene intorno al Rossini Opera Festival.

Una mostra eterogena come stili e significati. Argene Albanesi presenta opere in maiolica di ispirazione caravaggesca, L’incredulità di Tommaso. Luigina Antonelli con Samurai, in argilla a colombina e lastra con smalti, si proietta verso il mondo fanta scientifico. Adelanina Antonioli con la Lettera, si proietta nel mondo di una tradizione ottocentesca. Ben più complessa la scultura di Giovanna Baldelli Espressioni floreali, dove la terracotta smaltata da spazio a movimenti sinuosi .Anche Trides, opera mitologica e surrealista di Anna Rosa Basile, scultura a colombina maiolicata decorata, rientra nella grande creatività e fantasia della ceramista pesarese. Fantasia Floreale è il titolo della maiolica dipinta di Luciana Berti. Volti senza tempo di Loretta Biondi e una maiolica che si rifà alla tradizione giapponese.

Mirko Bravi presenta Kai, un semirefrattario bianco con smalto bianco, che risente dell’influenza di Fontane e Pomodoro. Due opere in raku . La prima di Luciana Ceci dal titolo Amore è , il tema della coppia uomo e donna, nell’abbraccio e Scarpette rose di Paola Gallana. Globo di Antonio Giangolini e un insieme di intarsi in gres, mentre Adriano Giavoli con la sua maiolica dipinta Incontro tra Maria dei Medici e il re Enrico IV a Lione, fa rivivere l’antica storia della ceramica raffaellesca e manierista.

Un omaggio a Raffaello con l maiolica dipinta dal titolo Angelo di Alfio Gnassi. Alla psicologia è dedicata la maiolica di Annamaria Masiero dal titolo Introspezione, con una spirale labirintica, che rappresenta i misteri e i limiti umani.

Non poteva mancare un omaggio a Klimt con una maiolica dipinta da Anna Maria Montesi. E torniamo al passato, al mondo del rococò, con una maiolica che rappresenta una Fioriera di Maria Moretti Barbarini. Un’opera in argilla Io e te di Irene Nardi, evidenzia la bellezza cromatica e varietà di verdi. Egea è il refrattario bianco di Fernanda Paianini, un susseguirsi di foglie o branchie in un non spazio e non tempo. Poi il tema della mitologia classica con Vaso con cavalli in gres smaltato di Gabriella Pandolfi e Dafne in argilla di Oriana Perrone. Una maiolica dipinta un raffaellesco blu è rappresentata dall’Anfora di Giovanna Savarese, mentre una maiolica dipjnta raffaellesco bianco è Nettuno rapisce la musa di Alessandra Simoncini.. Una maiolica istoriata è rappresentata dall’anfora dal titolo Il ratto delle Sabine di Maria Luisa Tamburini. Mentre il grande Perugino è l’ispiratore della maiolica dipinta La Maddalena di Ilda Tartaglia.Genitori due statuette in argilla sono l’opera singolare di Carlo Venturini. Infine Romolo Verzolini presenta la maiolica a due fuochi Le 3 grazie.

La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 18 agosto 2019 dalle ore 17,00 alle 23,00

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