Gli operatori balneari scendono in campo per avere pari dignità con le altre imprese

Gli operatori balneari scendono in campo per avere pari dignità con le altre imprese

La Bolkenstein tiene ancora banco: le Imprese non possono avere una scadenza predeterminata. Il sistema dell’offerta turistica italiana si basa sugli arenili che sono difesi e monitorati dai bagnini

ANCONA – La Giornata dei Balneari 2019 è anche quest’anno una giornata molto importante ed è incentrata sulla sensibilizzazione delle Amministrazioni pubbliche per non lasciar naufragare questa categoria, che del mare, del sole e della bellezza ha fatto uno strumento per rendere grande e competitivo il nostro paese. La considerazione della categoria è necessaria anche per affrontare le problematiche connesse alla Bolkenstein e alla possibile scadenza del 2033.

“La Giornata dei Balneari – spiega Romano Montagnoli presidente del SIB il Sindacato Italiano Balneari di Confcommercio Marche Centrali e Marche –, è importante soprattutto per far comprendere l’importanza della nostra professione che è fondamentale nel mosaico imprenditoriale della ricettività. Se i Comuni costieri basano la loro turisticità sulla nostra attività e sulla cura delle aree balneari, come è giusto che sia, risulta ancora più evidente l’importanza di avere concessioni rinnovate per legge. Noi lavoriamo per questo e la Giornata dei Balneari serve a sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sull’importanza di dare certezze ad una categoria così determinante per il nostro Paese e per la nostra regione”.

La Finanziaria 2019 ha infatti individuato un periodo di proroga per le concessioni demaniali marittime per permettere al Governo di riformare in maniera organica la materia demaniale che oggi non è più solo il confine tra terra e mare ma è la frontiera su cui la guardia di confine si chiama ‘bagnino’.  Va spiegato infatti che se c’è qualcuno che alla spiaggia tiene tutto l’anno – prosegue Montagnoli –  quello è certamente l’imprenditore che lavorandoci crea reddito per se e per l’indotto ad esso collegato. Anche durante l’inverno, quando la spiaggia non è certamente affollata, il balneare si prende cura della stessa, la ripulisce per quello che è nelle sue forze, la monitora e segnala all’amministrazione competente i fenomeni che su di essa intervengono realizzando inoltre opere di difesa autorizzate per proteggerla.

Questa è dunque la figura imprenditoriale che all’Europa e all’opinione pubblica va spiegata (dopo oltre 60 anni di eliotropismo turistico balneare) perché troppo spesso il ‘bagnino’ è dipinto in altra maniera come fosse un quadro di Francisco Goya. No, la categoria balneare, che per la maggior parte è ancora in attesa del rinnovo della concessione dettato dalla finanziaria in essere (siamo al mese 8 su 12), ha bisogno di essere trattata con la stessa dignità del resto delle aziende, ha bisogno di certezza normativa che gli permetta di ripartire con gli investimenti e ha bisogno di aggiornare e ammodernare l’offerta turistica, quella offerta che viene comunque venduta con foto che ritraggono gente sotto all’ombrellone durante i mesi caldi dell’anno.

La stessa Regione Marche nell’intercettare una linea di finanziamento europeo per l’innovazione tecnologica si troverà a breve nella circostanza di non poter emettere il bando dedicato a questo perché i concessionari non hanno la disponibilità temporale del bene visto che ad oggi il loro titolo “scade” nel 2020.

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