Ecco in anteprima i progetti per il 2020 del regista Pier Luigi Pizzi

Ecco in anteprima i progetti per il 2020 del regista Pier Luigi Pizzi

Ha partecipato al concerto dell’amico cantante Alberghini al Teatro Rossini di Pesaro

di PAOLO MONTANARI

PESARO – E’ sempre un signore d’altri tempi, anche nell’atteggiamento ad ascoltare il concerto con l’amico Alberghini e la Goryavchova al teatro Rossini, ultimo appuntamento musicale lirico-.sinfonico del Rof 2019.

“In realtà, sottolinea Pizzi sono venuto a Pesaro, non solo per trovare il mio amico Alberghini, ma anche per incontrare il sovrintendente del Rof, Ernesto Palacio e per discutere dell’allestimento di un’opera monumentale, il Moise et Pharaon che sarà una nuova produzione per il Rof del 2020. Già in passato ho realizzato la regia del Mosè in Egitto in due atti, ora sono pronto per questa nuova avventura, che non rientrerà nel filone delle regie che vogliono assolutamente stupire”.

  • Il riferimento è alla Semiramide di Vick, che ha diviso con una regia simbolica, i tradizionalisti dagli appassionati di lirica più aperti?

“Voglio subito precisare che il mio Moisè sarà un’opera all’opposto della Semiramide di Vick, che ha voluto dare una nuova chiave di lettura, psicoanalitica all’opera e soprattutto ai personaggi. Io farò una regia e allestimento del Moisè, come vi è scritto nel libretto e nella fedeltà della musica, che mi ispira ironia e grazia. Non ci saranno capovolgimenti ne da parte dei personaggi ne delle scene”.

  • Un allestimento solare, come ci ha abituato Pizzi in tante regie?

“Utilizzerò la luce dove sarà necessaria, cercando di mantenere un grande equilibrio cromatico e poetico nella scena”.

  • Maestro Pizzi, i suoi prossimi impegni?

“Tra poco sarò al teatro Petruzzelli di Bari con il Barbiere di Siviglia e a ottobre, per la stagione di prosa sarò di nuovo a Pesaro, per la regia di Un tram chiamato desiderio”.

 

 

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