Dibattito aperto sul futuro del complesso dell’ex ospedale psichiatrico San Benedetto di Pesaro fra realtà e utopia

Dibattito aperto sul futuro del complesso dell’ex ospedale psichiatrico San Benedetto di Pesaro fra realtà e utopia

di PAOLO MONTANARI

PESARO – L’ex manicomio provinciale San Benedetto di Pesaro, chiuso con l’approvazione della legge n.180, conosciuta come legge Basaglia, è con Rocca Costanza, una cattedrale nel deserto, in pieno centro storico cittadino. Dalla data che ha aperto i manicomio, il San Benedetto, sta vivendo in un completo oblio e per anni in mezzo a dispute per la competenza del prestigioso complesso: Comune di Pesaro, Regione Marche e Asur. Tutto ciò ha sempre più allontanato l’interesse al risanamento della struttura.

Ma ripercorriamo brevemente la storia del complesso del San Benedetto di Pesaro.

Costruito nel 1829 per volere di monsignor Benedetto Cappelletti, che volle completare la rete assistenziale della provincia. Il suo desiderio si concretizza il 15 gennaio 1824, quando inviò alla Sacra Congregazione del Governo Pontificio un Progetto concreto e completo di erezione dentro la Città di un ospedale per la cura dei malati di mente. Nel 1826,successivamente all’acquisizione di terreni privati, il fabbricato venne ampliato, grazie all’acquisizione di nuovi terreni e case appartenuti alla famiglia Berti e alla Confraternita del SS.Sacramento. La data di apertura del complesso fu l’11 marzo 1828, ma per carenza igienico sanitarie, la struttura fu aperta ufficialmente il 1 gennaio 1829 con il titolo di Ospizio di San Benedetto. Nel momento della sua fondazione, il fabbricato era composto da un edificio irregolarmente rettangolare, a più piani, contenente nel suo interno due cortili, e diviso in tre quartieri: il primo per gli uomini, il secondo per le donne e il terzo per i furiosi e maligni. Per tutto il XIX secolo, per carenza di spazi e per l’enorme crescita dei pazzi.ricoverati, il complesso subì diverse ristrutturazioni. Durante la Seconda Guerra Mondiale il San Benedetto venne trasformato in Ospedale Militare per i soldati, per tornare nel 1947 alla sua funzione principale fino alla chiusura definitiva nel 1972.

La direzione di Cesare Lombroso. Nel marzo 1872 venne a Pesaro da Pavia, un luminare della psichiatria, Cesare Lombroso, che assunse la direzione del San Benedetto. Vi fu una vera rivoluzione con l’applicazione della psichiatria sperimentale, il rinnovo degli arredi e il miglioramento delle condizioni dei degenti. Istituì all’interno della struttura, una scuola per gli ammalati poveri a ci presero parte anche le infermiere analfabete. Inoltre ideò e realizzò una rivista stampata dagli stessi ricoverati, che raccoglieva poesie, come quelle di Odoardo Giansanti,articoli e dispute filosofiche, Nel 1872, Cesare Lombroso, lasciò il complesso del San Benedetto, per difficoltà economiche.

La struttura manicomiale, continuò ad operare a Pesaro, fino agli inizi degli anni Settanta, che diedero il via ad un altra rivoluzione per le malattie mentali.

Da allora il grande complesso è rimasto chiuso, ed oggi l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Pesaro, Enzo Belloni, lancia un appello alle istituzioni e alla comunità, perchè si possa salvare il San Benedetto, sempre più degradato. E’ vero che la proprietà dell’ex manicomio è della Regione Marche attraverso l’Asur, ma il Comune di Pesaro deve essere promotore di un concorso internazionale di idee, per trasformare un grande rudere, in un centro di studi di ricerca universitari.

Una proposta che l’assessore Belloni porterà in giunta comunale per coinvolgere la stessa Regione Marche. D’altra parte il comune di Pesaro sta entrando nella fruibilità degli spazi della struttura, in quanto ha già chiesto alla Regione Marche, la parte della vecchi lavanderia che si collegherà alla Biblioteca San Giovanni. La struttura del San Benedetto, in un degrado drammatico, con il crollo dei soffitti nel piano inferiore e in quelli superiori, occupa un’area di 15 mila metri quadrati ed ha circa 11 mila mq di coperto. Una sfida che l’assessore Belloni lancia, una vera corsa contro il tempo, per il recupero anche di spazi artistici vincolati dalla Soprintendenza e potrebbe diventare un polo universitario, ripristinando corsi accademici, dopo la chiusura di Pesaro Studi.

Il San Benedetto da luogo di sofferenza potrebbe diventare un centro universitario di ricerca per materie scientifiche. Un polo che la stessa Europa potrebbe finanziare per un rilancio della città e della regione.

 

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