Piergiorgio Fabbri: “Nonostante le polemiche approvato il calendario venatorio, tutti a caccia di voti”

Piergiorgio Fabbri: “Nonostante le polemiche approvato il calendario venatorio, tutti a caccia di voti”

di PIERGIORGIO FABBRI*

ANCONA – Oggi la Commissione che si occupa di caccia ha approvato il calendario venatorio, senza di fatto recepire le osservazioni che 9 tra le più importanti associazioni ambientaliste avevano ufficialmente presentato, confermando l’arroganza con cui, rispetto a questo tema, si muove la maggioranza PD e la Giunta. Ho cercato fino all’ultimo momento di trovare una strada per tracciare un percorso condiviso, proponendo anche una Risoluzione dove venisse riconosciuto lo status di “portatore di interessi” alle associazioni di agricoltori, ambientaliste ed animaliste.

Occorre sottolineare il fatto che “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale (cfr. L. 157/92), quindi ogni cittadino, anche organizzato in associazioni, è un “portatore di interesse” verso la stessa, avendone ad esempio anche il diritto di tutela. Viceversa il prelievo venatorio necessita di accurata regolamentazione appunto per non ledere il valore del “patrimonio” statale. Sia la legge nazionale che quella regionale ( n.7/95) riconoscono quali interlocutori agricoltori ed ambientalisti.

Infatti, per la stesura del calendario venatorio la commissione regionale organizza delle audizioni a cui partecipano appunto, le associazioni di cacciatori, le ATC, le categorie degli agricoltori, le associazioni ambientaliste ed animaliste. Purtroppo avviene però che le osservazioni mosse dalle associazioni ambientaliste, puntuali e supportate da evidenze scientifiche, non vengono mai prese in considerazione.

Riporto al riguardo un capoverso contenuto nel documento consegnatoci dalle 9 organizzazioni ambientaliste/animaliste che recita: “Pare incredibile che delle numerosissime proposte di variazione della bozza della Giunta nessuna sia mai stata presa in considerazione, eppure è la realtà. Nei fatti la Commissione non rappresenta tutti i cittadini ma solo la parte di proprio gradimento o convenienza. A riprova di ciò basta osservare quanto dichiarato sul documento istruttorio, ove si dice che la proposta è stata messa a punto incontrando i rappresentanti degli ATC, delle Associazioni Venatorie e delle Associazioni Agricole, ma non è stato ascoltato il parere delle Associazioni Ambientaliste, discriminate come sempre.” Le richieste specifiche presentate chiedevano una leggera contrazione di orario per non cacciare quando è buio (ci sono al riguardo anche ragioni di sicurezza), l’esclusione dal prelievo di alcune specie, la riduzione delle pre-aperture, di utilizzare munizioni atossiche. Il documento è stato firmato dalle componenti marchigiane di: Italia Nostra, LAC, LAV, Legambiente, Lipu, Lupus in Fabula, Pro Natura, Forum Paesaggio e WWF.

La maggioranza, invece, oggi in consiglio regionale ha votato la inutile, e superata nei fatti, mozione di Talè (n. 497/19) che chiedeva di redigere con urgenza il Piano Faunistico-Venatorio (approvato oggi stesso dalla Giunta) e di assicurare il corretto svolgimento della prossima stagione venatoria, ed ha bocciato la mia, firmata anche dal collega Gianni Maggi (n. 515/19) in cui si chiedeva di redigere il calendario venatorio in maniera concertata con i diversi portatori di interessi (cacciatori, agricoltori, ambientalisti e animalisti), di accogliere le osservazioni ISPRA (verso le quali la Regione, spinta dai cacciatori, spesso muove eccezioni per non recepirle) e di rispettare pienamente i dettami della normativa vigente (cosa per nulla scontata visto che ben due leggi regionali, approvate per consentire la caccia nei siti Natura 2000, sono state impugnate dal Consiglio dei Ministri).

I consiglieri di maggioranza, a cui si è accodata la Lega che ha invocato l’indotto economico creato dalla caccia, di fatto contrapponendolo a quello turistico-naturalistico-ricreativo di ben lunga maggiore, non hanno voluto accogliere la richiesta di riconoscere come portatori di interesse le associazioni ambientaliste e animaliste, volendo schierarsi non dalla parte della maggioranza dei cittadini ma delle lobby dei cacciatori. Eppure si chiedeva semplicemente, anche per evitare costosi e sgradevoli contenziosi legali, di concordare il Calendario Venatorio considerando gli interessi di tutti gli attori. Evidentemente i partiti non sono ancora pronti a questo salto culturale, restando tutti aggrappati alla speranza di intercettare qualche migliaio di voti, piuttosto che agire nell’interesse, composito, di tutti.

*Consigliere regionale Movimento 5 Stelle Marche

PER SAPERNE DI PIU’

La Giunta regionale ha adottato il piano faunistico-venatorio

 

 

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