Con la solenne messa dell’arcivescovo conclusa a Pesaro la Festa del Porto

Con la solenne messa dell’arcivescovo conclusa a Pesaro la Festa del Porto

di PAOLO MONTANARI

PESARO – La Festa del Porto 2019, dopo la Fiera di San Nicola, la manifestazione popolare più antica della città, anche quest’anno chiude i battenti, con un successo per la partecipazione popolare sia per l’aspetto religioso la devozione della Madonna della Scala, patrona dei marinai, che per quella laica con numerose iniziative ludiche, sportive e sociali.

L’Arcivescovo Metropolita di Pesaro, mons. Piero Coccia, con una santa Messa solenne nella chiesa parrocchiale gremita di fedeli, ha chiuso i momenti religiosi di questa festa, che era iniziata con la processione di Lunedì 1 luglio con la Venerata Immagine della Madonna della Scala per le vie del quartiere del Porto. Dopo la messa è  seguito il Corteo delle imbarcazioni  in mare, con il getto da parte dell’Arcivescovo Coccia, della corona in memoria dei Caduti in mare. E proprio indirizzandosi alla comunità parrocchiale del Porto l’Arcivescovo ha detto: ” La vostra comunità parrocchiale rivela una particolare attenzione alla sinodalità vissuta in tante forme: da quella comunitaria a quella diocesana e da ultimo condividendo le problematiche del territorio dove la comunità cristiana è collocata”.

Anche quest’anno i sub pesaresi hanno offerto durante la liturgia del pesce appena pescato, simbolo di comunione fra la chiesa e i portolotti. Anche il parroco del Porto, don Marco de Franceschi, ha voluto per l’occasione rilasciare una riflessione sulla Festa che ha più di 300 anni sulle spalle: “Che senso ha oggi fare festa? Vivere un momento di fraternità e di condivisione per ricordarci che siamo una comunità e non un insieme di persone che convivono senza riconoscersi. Dobbiamo fare festa per essere capaci insieme di affrontare e superare le difficoltà economiche e sociali che stiamo attraversando. Il clima sociale è depresso perché la politica non riesce ad aiutarci a risolvere il problema del lavoro, della famiglia, della sanità. La povertà è una piaga sempre più diffusa anche nella nostra comunità. L’espansione della droga tra i giovani e non giovani è dilagante. Tutto ciò significa che le persone non riescono ad affrontare il malessere interiore ed esteriore. Con la festa del Porto, che sta per concludersi, vogliamo far riaccendere quel lume di speranza per superare l’oscurità dei nostri giorni”. Anche il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, al termine della lunga kermesse, ha voluto ringraziare” gli organizzatori di una realtà. quella portuale, che è fortemente legata al lavoro ed è ponte verso altri mondi. L’impegno degli ultimi anni, mirato a far ripartire l’economia, lo ha reso uno dei luoghi più belli ed attrattivi, grazie ai lavori per la modernizzazione, mantenendo in grande equilibrio il futuro con il passato”.

Per il Comandante della Capitaneria di Porto di Pesaro, Silvestro Girgenti, “il porto di Pesaro, oltre a rappresentare il cuore pulsante di una realtà cantieristica, croceristica, diportistica e peschereccia, che vuole essere il volano di benessere economico e sociale di tutti i pesaresi, può restituire con la Festa, le emozioni e suggestioni marinare.

Una Festa del Porto che ha visto dunque momenti di allegria con una commedia dialettale, il concerto dell’Orchestra Iuvenis Musica, un momento gastronomico con ll Lumachino D’oro, la 11 edizione del Concorso estemporaneo di Pittura “Il Porto di Pesaro”. Un grande coinvolgimento popolare con via Cecchi , per tutte le serate della festa, con stand gastronomici  e un amarcord cestistico Dalla palla al cesto al basket,  con la presenza di Magnifico, Cioppi, Vecchiato, Bertini, Gracis, Zampolini, Minelli, Calbini, Labella, Mainieri, Giuliani, Zavagnni, Gurini e l’archvio S. Nobili, per ricordare un passato leggendario.

La Festa è terminata  con lo spettacolo pirotecnico offerto da Conad Superstore del Porto.

 

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