L’omaggio del soprano Felicia Bongiovanni al professor Yunus Premio Nobel per la Pace

L’omaggio del soprano Felicia Bongiovanni al professor Yunus Premio Nobel per la Pace

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Il prossimo 28 e 29 giugno si terrà a Bangkok la manifestazione internazionale “Yunus Social Business Days” che riunirà i Centri Yunus di tutto il mondo. Sarà anche un’occasione per festeggiare il compleanno del Premio Nobel per la Pace, prof. Muhammad Yunus, inventore del microcredito e ricordare il grande evento del 20 maggio scorso al Teatro della Fortuna di Fano, dove il professore, dopo aver inaugurato il Centro Yunus dell’Università di Urbino, è stato insignito del Sigillo dell’Ateneo e ha assistito all’anteprima mondiale  dell’opera lirica ‘27 dollari’, realizzata dalla Nazionale Italiana Cantanti (con la direzione di Andrea Mirò, moglie di Enrico Ruggeri, e la regia di Carlo Magrì) e ispirata all’autobiografia “Il banchiere dei poveri”.

In questo suo bestseller Yunus spiega come è arrivato a sviluppare un nuovo modello economico, che ha sconfitto fame e povertà per milioni e milioni di persone”.

Sono le parole di Felicia Bongiovanni, soprano palermitano, che vive a Pesaro, dove, tra le altre sue attività, fra cui la collaborazione con l’Università di Urbino, dirige il Coro della Madonna delle Grazie. Felicia Bongiovanni , che è stata  protagonista dell’opera “27 dollari”, ha interpretato il ruolo femminile della Spigolatrice, prima collaboratrice del Prof. Yunus nella sua innovativa impresa, e tutt’ora al vertice della struttura che, nata come “banca del villaggio” (Grameen Bank), è ora un’istituzione finanziaria internazionale a sostegno delle persone più povere, diffusa in decine di Paesi, avanzati e in via di sviluppo.

“Ho amato tantissimo quest’opera, ha sottolineato Felicia Bongiovanni, e il suo ispiratore Muhammad Yunus, perchè attraverso il ruolo fondamentale delle donne (a cui è riservato l’accesso al microcredito nel sistema della Grameen Bank), ha risollevato  milioni di persone dalla fame e dalla povertà in Bangladesh e in molti altri Paesi. Da un punto di vista strettamente musicale, l’opera mi è piaciuta per l’attenzione per i particolari  della compositrice Paola Samoggia e della librettista Rita Forlani, con echi di Ravel, Puccini, Stravinskij e Verdi. Un’opera con due parti solistiche per il tenore (l’Uomo) e il soprano (la Spigolatrice), che unisce le varie voci del coro femminile, rappresentante le donne coinvolte da Yunus nel suo progetto di liberazione e affrancamento. All’anteprima fanese seguirà al più presto la prima italiana. La motivazione principale di quest’opera è insegnare, attraverso l’arte, come alleviare e sconfiggere la povertà con un progetto economico innovativo. L’opera è il frutto del progetto IMPRESA E CULTURA  del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, di cui sono direttore artistico. In quest’opera il mio ruolo va oltre la semplice l’interpretazione e coinvolge la mia figura di cantante che ha voluto  coniugare l’arte con l’impegno sociale  e valorizzare i sentimenti umani. ”

Ma ora parliamo degli esordi artistici di Felicia Bongiovanni:

“In casa mia fin da bambina sono stata immersa nella musica. Fin da piccolissima volevo cantare e ho debuttato al teatro Don Orione di Palermo con mago Zurlì per lo Zecchino d’oro. Frequentavo la scuola non lontano dal Teatro Massimo ed ogni mattina leggevo la frase scritta sulla sua facciata: “L’ ARTE RINNOVA I POPOLI E NE RIVELA LA VITA. VANO DELLE SCENE IL DILETTO OVE NON MIRI A PREPARAR L’AVVENIRE”.  Una frase che per me è divenuta un insegnamento morale ed esistenziale.” Diplomatasi al Conservatorio di Bologna, Felicia Bongiovanni è entrata a far parte del coro del Teatro Comunale di Bologna. Poi ha iniziato l’attività concertistica e lirica accanto ad artisti come Luciano Pavarotti, Mirella Freni, Michele Pertusi, Cecilia Gasdia, Bruno Praticò, cantando in tutto il mondo, ed esibendosi anche per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma Felicia Bongiovanni è una musicista senza confini anche perchè, oltre che nell’ambito lirico, ha collaborato con cantanti di musica leggera, come Andrea Mingardi, I Nomadi, Giò di Tonno, Eros Ramazzotti e attori come Giancarlo Giannini, Michele Placido, Arnoldo Foà, Ugo Pagliai e tanti altri. Ha partecipato ad Umbria Jazz, al Porretta Soul Festival e si è cimentata in collaborazioni anche nell’ambito della musica jazz con Jimmy Villotti  e in remakes di rock lirico-sinfonico dei Queen. Poi tanti concerti televisivi come quelli di Natale su Rai Due e concerti tenuti rispettivamente per San Giovanni Paolo II,  Benedetto XVI e Papa Francesco, e l’attività di impegno sociale e di divulgazione della cultura di pace, con l’Unesco, l’Università di Urbino e la Nazionale Italiana Cantanti, di cui è Ambasciatrice. Infine, ma sicuramente non sarà l’ultimo impegno per Felicia Bongiovanni,  la guida del Coro della Madonna delle Grazie, con passione e dedizione.

Nelle foto: Felicia Bongiovanni e il Premio Nobel per la Pace Mohammad Yunus; Felicia Bongiovanni testimonial di Maria Callas, San Francesco 2010; Felicia Bongiovanni in Gilda dal Rigoletto di Giuseppe Verdi; Felicia Bongiovanni in Berta nel  Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con Bruno Praticò; Felicia Bongiovanni col piccolo coro dell’Antoniano dello Zecchino d’oro; Felicia Bongiovanni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

 

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