Nella storica sede della Società Operaia di Pesaro eccellente lezione del professor Luigi Alfieri

Nella storica sede della Società Operaia di Pesaro eccellente lezione del professor Luigi Alfieri

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Si è svolta in una sede storica della Società Operaia di Mutuo Soccorso affollata di persone, la lectio magistralis del prof. Luigi Alfieri, filosofo della politica e antropologo dell’Università di Urbino. Tema dell’incontro: MODERNITA’,POST MODERNITA’ E NEO MODERNITA’.

Una successione di tematiche e problematiche filosofiche, che hanno dimostrato ancora una volta, la grande capacità  culturale e intellettuale di Alfieri che in un’ora e mezzo di relazione ha esposto con sistematicità gli articolati e complessi argomenti. Partendo da modernità  che è il complesso delle caratteristiche , delle strutture e dei processi della società moderna, oggi spesso si parla di modernizzazione quando si fa riferimento al percorso temporale e strutturale grazie al quale la società moderna ha acquisito specifiche caratteristiche. Quando invece il concetto di modernità viene riferito al complesso delle modalità o delle qualità dell’esperienza sociale moderna, si parla di modernismo estetico. Il passaggigo alla Post modernità avviene per la  prima volta nel 1979 con un saggio di Lyotard, in cui si segnala la crisi dei grandi ideali che hanno segnato l’epoca moderna del mondo Occidentale.nfine la neo modernità o meglio la condizione neo moderna che dervia in parte anch’essa da un saggio  di Roberto Mordacci, per cui il post moderno porta alla fine dell’arte, della storia e al tramonto dell’Occidente, in un clima culturale di rinuncia.

A questo punto occorre impegnarsi per il futuro e per le sfide dell’uomo contemporaneo. Partendo da queste tre definizioni il prof.Alfieri ha evidenziato una situazione complicata. Il moderno dal latino modo,significa ciò che sta accadendo. Oggi acquista sempre più la valenza di qualcosa che si confronta con l’antichità (Dante e Constant). Ma proprio perchè parlliamo di presente e passato parliamo di fluidità. Da qui vi è una concezione filosofica della  storia. La storia non è solo un fluire del tempo ma anche una ascesi, un processo di perfezionamento, che rientra nella concezione euroamericana e della modernità che stiamo vivendo. D’altra parte viviamo  una concezione del tempo storico cicllico dei greci che non avevano una progressione storica. Il passato era anche il futuro in cui ci si muoveva. Ad esempio la cultura islamica è antiprogressiva perchè tutto deriva dal Profeta e non esiste futuro. La nostra concezione di moderno si basa su un modello che si colloca davanti a noi. Una concezione che dervia dalla cultura fra Ottocento e Novecento che è andata in crisi, perchè ormai non vi sono più certezze. Oggi si parla di crisi dell’idea di liberazione, di progresso politico e di democrazia.

Oggi ci rendiamo conto che la scienza e la tecnica non corrispondono alla verità. Anche la visione economcia è completamente cambiata e non risponde al superamento della povertà nel mondo. La stessa scienza è meno tronfia perchè ci si è resi conto che abbiamo una comprensione del 5% dell’universo. A questo declino del moderno, segue la post modernità, in cui la stessa modernità è finita. La post modernità nasce come concetto architettonico, il famoso mopdern style, per cui si rifiuta la bellezza e si segna la fine dei grandi racconti, e prevale il valore dell’attimo. In un certo senso questa concezione si rifà alla filosofia post marxista di Marcuse , periodo che va dal 1968 al 1977, dove non vi è più un finalismo storico.. Allora nasce la neo modernità che viene definita da Benjamin come idea di riscatto e liberazione che è anche una idea di vendetta.

 

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