Le Acli delle Marche ribadiscono l’invito a rimettere il lavoro al centro del sistema economico

Le Acli delle Marche ribadiscono l’invito a rimettere il lavoro al centro del sistema economico

CAMERANO – “Riportare al centro il lavoro per dare dignità all’uomo” è stata questa l’emergenza sottolineata da più fronti nel corso della tradizionale Festa del lavoro organizzata dalle ACLI Marche grazie alla collaborazione del Circolo ACLI  “Umbriano” di  Camerano per il 1 maggio presso il Campo sportivo dell’Aspio Terme di Camerano.

L’attuale situazione economica e sociale, caratterizzata dalla precarietà del lavoro, dalla crescita delle disuguaglianze e dalla diffusa povertà, è ormai inaccettabile. Occorre rimettere il lavoro al centro del sistema economico.

Ridare centralità al lavoro significa innanzitutto riscoprire il valore e il senso più profondo del lavoro. Il lavoro che deve tornare al centro del sistema economico non è un lavoro qualsiasi, ma un lavoro dignitoso: solo rimettendo al centro la dignità della persona umana e valorizzando il lavoro sarà possibile realizzare l’obiettivo di una società più equilibrata e più giusta.

Rispetto dell’ambiente, destinazione universale dei beni, giustizia a livello mondiale e diritti della persona sono valori di fondo per ogni essere umano e questi valori possono essere realizzati soltanto con un diverso modello di sviluppo e con una nuova economia: una economia di mercato ma sostenibile dal punto di vista ecologico e sociale.

Dentro questa prospettiva di fondo, però, è urgente che a livello nazionale e mondiale i singoli Stati e gli organismi internazionali si pongano l’obiettivo di dar vita a una politica globale del lavoro volta a superare la flessibilità dell’occupazione e la precarietà ad essa collegata: per conciliare sia lavoro e giustizia, sia lavoro e vita.

In occasione della festa le ACLI delle Marche hanno consegnato il Premio “Bruno Regini –  cultura della solidarietà”, un premio, giunto ormai alla XX edizione, che viene ogni anno assegnato a uomini e donne che nella nostra regione si sono distinti per l’impegno dedicato alla solidarietà e alla promozione di una cultura di pace.

Quest’anno il premio è andato a Angela Costantini, della Provincia di Pesaro.  Angela Costantini, nasce nel 1929 e conosce da vicino l’orrore della guerra. Certamente anche questa esperienza contribuirà da subito a farle comprendere la necessità di mettersi a disposizione della comunità. Si impegna quindi in politica ricoprendo tra l’altro anche l’incarico di Assessore ai servizi sociali del Comune di Cagli. Dal 1965, sin dall’apertura, ha  iniziato a collaborare con le ACLI come volontaria e promotrice sociale presso il Patronato ACLI di Cagli (PU). Da sempre ha messo in campo tutte le sue conoscenze per attivarsi in prima persona al fine di  favorire la tutela e la promozione dei diritti. Angela ha dedicato 54 anni alla sua comunità, dando testimonianza di amore fraterno al prossimo e tenendo alto il nome del Patronato ACLI, da lei configurato come la propria missione di vita.

Dopo la cerimonia di consegna del Premio è stata celebrata la S. Messa dall’Arcivescovo di Ancona Osimo Mons. Angelo Spina. La festa è proseguita con stand gastronomici, giochi e ballo.

 

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