Grande partecipazione di poeti, scrittori, saggisti e romanzieri alla X edizione del Concorso Letterario Città di Grottammare

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Grande partecipazione di poeti, scrittori, saggisti e romanzieri alla X edizione del Concorso Letterario Città di Grottammare

di PAOLO MONTANARI

GROTTAMMARE – Si è conclusa con grande partecipazione di poeti, scrittori, saggisti e romanzieri, la X edizione del Concorso Letterario Città di Grottammare organizzato dall’associazione culturale Pelasgo 968. L’associazione che ha come presidente onorario Franco Loi, il più importante poeta in dialetto italiano e quest’anno in qualità di presidente di giuria, il noto critico letterario Filippo La Porta, ha avuto per questo significativo decennale tre momenti importanti: La Festa della Scrittura che si è svolta il 2 e 3 nella sala consiliare del Comune di Grottammare.

Nella prima giornata si è parlato di Modelli cinematografici che incontrano la letteratura. Al seminario hanno partecipato il prof.  Antonio Tricomi dell’Università di Urbino, che si è soffermato sull’ultimo periodo esistenziale e culturale di Pasolini, mettendo a confronto il film le 120 giornate di Gomorra e il romanzo non finito Petrolio. Ormai la terminologia e la visione filmica di Pasolini si è ridotta alla dissoluzione dell’immagine e della parola.

Il giornalista Paolo Montanari si è soffermato sui modelli narrativi e cinematografici in Visconti e Olmi. Del grande regista milanese Montanari ha preso in esame due capolavori diversi fra loro: Il Gattopardo, in cui Visconti, pur rispettando il romanzo di Tommasi da Lampedusa, evidenzia un accento della cosiddetta sicilianità: cioè di fronte al cambiamento della società e della politica nell’isola, vi è una resistenza del Gattopardo, il protagonista principale, che vuole fissare i valori e i luoghi atavici della sua Sicilia.

Il secondo film viscontiano preso in esame è la Terra Trema tratta dal capolavoro verista di Giovanni Verga I Malavoglia. Il film in bianco e nero è un esempio di neorealismo  a denuncia politica.

Nìtoni si ribella alla sua condizione di pescatore mentre nel romanzo di Verga subisce la fatalità. Nel cinema di Ermanno Olmi Montanari ha voluto evidenziare due capolavori narrativi il primo L’albero degli zoccoli, un film in difesa del mondo contadino in dialetto bergamasco come la Terra trema è in dialetto siciliano. Il secondo La leggenda del Santo Bevitore tratto dall’omonimo romanzo di Philip Roth, che evidenzia l’aspetto religioso e miracolistico della storia.

Il regista Agostino Vincenti  si è soffermato sul modello cinematografico e narrativo in Michelangelo Antonioni. Da questo punto di vista Vincenzi ha sottolineato come Antonioni sia un regista moderno, in quanto si basa sulle contraddizioni dell’esistenza  contemporanea.

Nel seconda giornata della Festa della scrittura si è svolto un incontro dal titolo Raffaello e Leopardi L’immagine e il verso, con la storica dell’arte Silvia Cuppini, che ha fatto un’ampia riflessione sul paesaggio nella pittura di Raffaello, soffermandosi sui dolci paesaggi urbinati.

Il giornalista Paolo Montanari ha svolto una riflessione sul Paesaggio marchigiano, evidenziando le considerazioni di Carlo Bo, Paolo Volponi, Umberto Piersanti e il fotografo Mario Giacomelli. Infine il professor Nicola Campagnoli si è soffermato con un intervento simbolico-didattico sul paesaggio in Leopardi, che viene descritto nella sua poesia L’Infinito.

Ultima giornata è stata quella delle premiazioni, nelle varie sezioni di poesia edita e inedita, in vernacolo, narrativa edita e inedita, saggistica.

E’ stata una vera festa della cultura, che pur essendo immersa nello spettro  della crisi culturale, morale e globale, ha dato la dimostrazione, come ha sottolineato la giurata Marta Fossa, di un esempio di speranza perché i valori possano rinascere.

Nelle foto (di Marta Fossa) alcuni momenti della serata finale

 

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