Esplosione di gioia del pubblico del Teatro Rossini di Pesaro dopo la bella esecuzione dell’Orchestra Sinfonica

Esplosione di gioia del pubblico del Teatro Rossini di Pesaro dopo la bella esecuzione dell’Orchestra Sinfonica

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Grande successo per l’esecuzione della Sinfonia n. 9 di Beethoven “L’esplosione della gioia” al Teatro Rossini nell’ambito della Sinfonica 3.0 settima edizione 2019, musiche per Pesaro Unesco. Il grande componimento sinfonico è stato preceduto dal “Va pensiero” di Verdi e dalla Marcia Trionfale dell’Aida. Sul podio il direttore giapponese Hideaki Hirai che ha diretto con passione e capacità un organico di oltre cento persone tra orchestrali dell’Orchestra Sinfonica Rossini e di due cori Beethoven Concert Choir Japan diretto dal maestro Yoshiki Tanimoto e dal Coro del Teatro della Fortuna Agostini di Fano diretto dal maestro Mirca Rosciani, solisti il soprano Joana Estebanell Mina e il  mezzosoprano Nana Miriani Kabtarashvili, il tenore Eero La Sorla e il basso Eugenio Leggiadri.

Il progetto musicale si è svolto per ricordare i 25 anni di attività della Sinfonica Rossini che, in questi anni, ha svolto una grande attività concertistica nazionale e internazionale, ottenendo nel 2016 il riconoscimento come eccellenza dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Il direttore Hirai è uno dei più giovani e dotati direttori giapponesi e nel 2013 ha fatto il suo debutto alla Carnegie Hall di New York dirigendo la New York Festival Orchestra.

Veniamo al programma: nella prima parte si è voluto evidenziare l’importanza del coro dapprima con la preghiera della Va pensiero con circa cento cantanti italiani e giapponesi, in maniera sommessa e a tratti religiosa. Di tutt’altro accento la marcia trionfale dell’Aida che ha evidenziato i toni trionfalistici della storia e ha preannunciato il dramma finale dell’opera.

Ma è sulla sinfonia n.9 in Re minore per soli coro e orchestra che si è soffermata l’attenzione del numeroso pubblico. Una sinfonia imponente, scritta da un Beethoven ormai sordo ma capace di restituire agli ascoltatori le componenti del suo genio musicale. I contrasti tonali, le melodie soffuse hanno anticipato la ribellione e la gioia alla base della sinfonia stessa. Un’opera, quella di Beethoven, universale come d’altronde è l’inno alla gioia che è divenuto l’inno europeo. Il direttore ha concesso un bis con un’Ave Maria da lui composta per coro e orchestra.

(Le foto sono di Marta Fossa)

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