Tanto sport nelle carceri marchigiane per favorire la socializzazione e il rispetto delle regole tra i detenuti

Tanto sport nelle carceri marchigiane per favorire la socializzazione e il rispetto delle regole tra i detenuti

Presentati i dati: partito nel 2012, grazie alla collaborazione tra Coni Marche, Scuola regionale dello sport e Regione, il progetto si è consolidato negli anni aumentando le discipline proposte, le ore di attività ed i reclusi coinvolti

ANCONA – Si rafforza  il progetto sperimentale “Sport in carcere”, frutto della collaborazione tra CONI Marche, Scuola regionale dello Sport del CONI Marche e Regione Marche che lo finanzia con 10mila euro all’anno. È stato presentato questa mattina nella sede regionale dal presidente della Giunta regionale, dal presidente del CONI Marche, Fabio Luna,  e dal componente di Giunta del CONI Marche, Giulio Lucidi, referente del progetto, insieme ai rappresentanti delle Federazioni sportive e dei tecnici sportivi.

Sport veramente per tutti, l’impegno della Regione è a 360 gradi – conferma il presidente della Giunta regionale – in tutte le sue dimensioni, garantiamo lo sport come diritto per tutti i cittadini, a tutte le età, dagli anziani che recuperano qualità della vita e salute, ai bambini a scuola fino alle carceri. Un progetto questo in cui la Regione crede tantissimo, un piccolo contributo dal grandissimo valore per un’esperienza che assolve al meglio la funzione costituzionale del carcere come luogo di reinserimento della persona nel suo cammino giusto nella società,  lo sport restituisce dignità, offre una seconda possibilità. Continueremo a sostenere questo percorso insieme al Coni, esperienza che vale per le carceri ma per tutta la regione nella misura in cui attraverso lo sport rilanciamo la nostra immagine, creiamo turismo, diamo opportunità di salute e futuro positivo ai nostri giovani.

Nato nel 2012, come progetto pilota nel carcere di Montacuto ad Ancona, con il nome “TuttInforma”, esso prevedeva lo svolgimento di attività motoria e sportiva con il supporto e la guida di tecnici sportivi che facevano per la prima volta il loro ingresso nei penitenziari. Dal 2012 non si è più interrotto, divenendo un progetto strutturale, ampliando la sua offerta di discipline sportive, coinvolgendo più istituti penitenziari marchigiani e sempre più detenuti. Liberare la mente, avviare un percorso di reintegrazione sociale, favorire il rapporto con gli altri e migliorare la qualità della vita, questi i presupposti che nel 2012 hanno dato avvio all’esperienza. A consolidarla, la verifica sul campo del contributo che l’attività ha dato negli anni all’accrescimento di alcuni valori imprescindibili per una sana e civile convivenza: il rispetto delle regole, la socializzazione, una buona forma fisica per aiutare la mente, oltre al fatto che per i reclusi l’idea di avere un impegno fisso li coinvolge e li stimola. Dal 2013 hanno aderito poi al progetto oltre al carcere di Montacuto, quello di Barcaglione ad Ancona, la sezione femminile della casa circondariale di Pesaro, la casa di reclusione di Fossombrone, la casa circondariale di Ascoli Piceno, la casa di reclusione di Fermo. «“Sport in carcere” è un progetto sviluppato in collaborazione fra il Ministero della Giustizia-DAP- ed il CONI, a seguito della firma di un Protocollo d’intesa – ha spiega il presidente Luna – ed è diretto al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione carceraria attraverso la pratica e la formazione sportiva. Qui nelle Marche quest’attività che si è potuta effettuare con completezza grazie al sostegno che la Regione ha sempre dato sin dal primo anno. Questo progetto conferma ancora una volta – ha aggiunto Luna – quanto l’impegno del CONI non sia rivolto solo alla preparazione olimpica o ai grandi campioni, ma anche al sociale. Ringrazio il presidente Ceriscioli non solo per il sostegno economico, ma anche per questo momento di divulgazione di oggi, perché non sempre queste attività sono note ai più».

Il componente di Giunta del Coni Marche, Lucidi, ha sottolineato «il fondamentale e stretto rapporto di collaborazione con le Federazioni e le Discipline sportive che hanno permesso di qualificare sempre di più il lavoro che viene svolto da 7 anni a questa parte».

Lo scorso anno le attività sportive svolte sono state cinque: allenamento funzionale, calcio, danza sportiva, rugby e scacchi. La disciplina degli scacchi è stata introdotta nel progetto per la prima volta proprio nel 2018 nel carcere di Pesaro, grazie all’associazione dilettantistica “Scacchi Pesaro”, attività che sta proseguendo anche nel 2019.

I tecnici e allenatori che hanno fatto il loro ingresso nelle carceri marchigiane nell’ultimo anno sono stati 11 per un totale di 300 ore di attività. I detenuti partecipanti a “Sport in carcere”, sempre nel 2018, sono stati circa 400, impegnati sia nell’attività di squadra sia in quella di sport individuale. Un numero, quest’ultimo, che si è consolidato nel tempo, dopo essere raddoppiato rispetto ai primi anni di lancio del progetto che hanno visto la partecipazione di circa 200 detenuti. Costante il numero delle ore di lezione dal 2012 ad oggi, con l’exploit degli anni 2014 e 2015 quando il consistente numero di discipline sportive offerte – rispettivamente 8 (allenamento funzionale, atletica, calcio, danza sportiva, ginnastica dolce, pallacanestro, pallavolo e rugby) e 6 (allenamento funzionale, calcio, danza sportiva, pallacanestro, pallavolo e rugby) – ha fatto incrementare anche le ore svolte (930 nel 2014 e 800 nel 2015). Costante anche il numero di tecnici inseriti nel progetto, tra gli 8 e gli 11 ogni anno, ad eccezione dell’anno di lancio del progetto, 2012, quando i tecnici furono solo 4.

Non solo attività motoria e sportiva, negli anni si sono svolti all’interno delle carceri anche lezioni teoriche tenute da un docente della Scuola regionale dello sport del CONI Marche su aspetti di psicologia della sport ed iniziative speciali come la visita dell’Ascoli Calcio e dei giocatori della Sambenedettese ai detenuti del carcere di Ascoli, evento che si è ripetuto anche nel 2019. E sempre nel 2019 nel carcere di Montacuto è stata allestita la nuova palestra, che ha ricevuto anche il plauso del Garante regionale dei diritti.

 

 

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