Rischio di cessione della rete Sma Simply: martedì sciopero regionale

Rischio di cessione della rete Sma Simply: martedì sciopero regionale

Previsto un presidio dei lavoratori alle ore 10 al Centro Commerciale Auchan Conero di Ancona

ANCONA – A seguito di  voci sempre più insistenti di trattative per la cessione della rete di vendita Sma Simply ad altri gruppi (Conad, Gross, Gruppo Arena), Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil  proclamano 8 ore di sciopero, intero  turno di lavoro,  martedì  30 aprile 2019 con presidio regionale dei lavoratori a partire dalle ore 10,00  davanti al Centro Commerciale Auchan di Ancona  in via Scataglini,6.

Nelle Marche sono circa 1.200 i lavoratori coinvolti dal rischio cessione  della rete di vendita Sma Simply.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil   hanno proclamato lo sciopero per dire no a cessioni e dismissioni che non conservino tutti i diritti dei lavoratori coinvolti, per difendere l’attuale perimetro della rete di vendita, per chiedere un piano di rilancio serio e convincente.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil da più di due anni rivendicano il diritto di poter conoscere le reali intenzioni della famiglia Mulliez rispetto alle prospettive (se ve ne sono) della azienda nel mercato italiano.

«Abbiamo richiesto l’intervento del Ministero dello Sviluppo economico e   abbiamo risollecitato la direzione aziendale a fare chiarezza una volta per tutte sul destino di uno dei principali attori della distribuzione moderna organizzata. – sottolineano Filcams Cgil, Fisascat Cisl  e Uiltucs Uil –  Ma i vertici di Sma Simply continuano a fornire informazioni parziali e poco attendibili, evitando qualsiasi confronto di merito per ricercare soluzioni condivise per la gestione della fase di crisi e, fatto ancor più grave, alle richieste sindacali di fornire un’informazione univoca circa le paventate cessioni di supermercati ed iper risponde con la totale incapacità di impedire che siano i suoi stessi preposti a veicolare illazioni che gettano nel panico ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori. Questa fase di incertezza caratterizzata solo da rumors che si rincorrono senza che vi siano prese di posizione ufficiali da parte del management, deve finire subito».

 

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