Maggi e Zaffiri contro la nomina del Segretario Generale della Regione

Maggi e Zaffiri contro la nomina del Segretario Generale della Regione

ANCONA – Da Gianni Maggi (Movimento 5 Stelle) e Sandro Zaffiri (Lega) riceviamo: “Quella che viene chiamata legge di semplificazione della normativa regionale, ha faticato ad essere licenziata dalla prima Commissione perché c’è stato un continuo via vai di emendamenti sui temi più disparati che poco avevano a che fare con la semplificazione e molto con gli interessi del Pd.

“Ma non è bastato, nel lungo e tribolato lavoro della Commissione, passare dalle 20 modifiche delle leggi regionali previste dalla proposta originale alle 46 attuali, questa mattina, fuori dall’ordine del giorno, sono apparsi all’improvviso altri 18 emendamenti che hanno trovato i commissari completamente impreparati. Ma questo è irrilevante, perché il Pd chiede ai suoi solo di approvare non di capire.

“Così la Commissione – scrivono sempre Gianni Maggi (Movimento 5 Stelle) e Sandro Zaffiri (Lega) – ha fatto proprio anche l’ultimo dei 18 emendamenti pervenuti perfettamente in linea con i principi di un Pd che ha visto recentemente i suoi esponenti più rappresentativi dell’Umbria indagati per aver retrocesso i vincitori dei concorsi pubblici e favorito quelli che il concorso non l’avevano vinto ma che erano, a vario titolo, più vicini al partito.

“Nella regione Marche gli esponenti Pd, usando metodi indubbiamente più eleganti, hanno presentato questa mattina una modifica alla legge regionale, come emendamento nel calderone della semplificazione, per nominare Segretario Generale, non chi è in possesso dei requisiti indicati dalla legge vigente, ovvero 5 anni di esperienza, ma il dirigente più gradito al Presidente Mastrovincenzo e al suo ufficio.

“Una manovra che aggiunge sfrontatezza all’arroganza visto che la più recente promozione di carriera del loro Segretario Generale in pectore senza i 5 anni di esperienza era già stata segnalata come assunzione illegittima nel giudizio di parifica dalla Corte dei Conti. Evidentemente il Pd si sente intoccabile – concludono Gianni Maggi (Movimento 5 Stelle) e Sandro Zaffiri (Lega) -, ma stavolta ha fatto male i conti perché le cose stanno cambiando”.

 

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