L’avvocato pesarese Elena Fabbri ha riscoperto e riannodato i fili sottilissimi che legano il teatro al diritto fin dall’antichità classica

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L’avvocato pesarese Elena Fabbri ha riscoperto e riannodato i fili sottilissimi che legano il teatro al diritto fin dall’antichità classica

di MARTA FOSSA

PESARO – Convinzione comune e assai diffusa è che giovinezza e determinazione non possano coesistere; quando, in aggiunta, queste caratteristiche si rivelano in una ragazza, ogni luogo comune si acuisce ed esacerba. Tali peculiarità, invece, si possono rintracciare nell’avvocato pesarese Elena Fabbri, intraprendente e giovane donna costantemente e coerentemente impegnata nel sociale, nell’ambito dei reati contro la persona. Affascinata fin da piccola dai fatti di cronaca nera letti sui quotidiani, sui libri e visti in tv, Elena Fabbri ama entrare nella psiche, oltre che nel diritto.

Perciò, dopo aver frequentato brillantemente il Liceo Classico “Terenzio Mamiani” di Pesaro, si è iscritta alla facoltà di Giurisprudenza ed oggi cura come parte civile casi molto noti alla cronaca nazionale, in particolare quello di Jessica Notaro di Rimini.

Per la sua intraprendente acutezza e sensibilità, nonché per l’empatia che crea fin da subito, è regolarmente ospite della trasmissione tv “La Vita in Diretta” con Tiberio Timperi e Francesca Fialdini, in cui cerca di sensibilizzare il pubblico verso certi tipi di reati senza spettacolarizzazione e senza attuare un inutile processo mediatico.

L’avvocato Elena Fabbri evidenzia che, nell’ambito familiare di certe persone note alle cronache, spesso c’è un sommerso che non si conosce e dal quale non si può prescindere per ricostruire le vicende. Talvolta si verificano “casi al contrario”, come li definisce ella stessa, cioè donne che compiono atti persecutori: in queste circostanze, il fatto sostanziale viene recepito in modo diverso da come sarebbe stato inteso a parti inverse. Capita anche che vengano strumentalizzate le denunce per fatti che non esistono, al fine di fare pressione sul giudice civile.

Ma il legale Fabbri si spende anche in un altro ambito di notevole valore culturale e sociale: fin da adolescente crede fermamente nell’importanza e profondità del TEATRO come veicolo di messaggi rilevanti e formativi.

Oggi è direttrice di scena al Teatro Accademia di Pesaro: ogni volta che inizia uno spettacolo, quando Elena sveste i panni di avvocato e rimane appena dietro le quinte, vive la tensione di interpretare il pensiero dello sceneggiatore, del regista, degli attori. E questa sana emozione è ancora più forte alla “prima” dello spettacolo, quando non si ha ancora un quadro chiaro della situazione scenica, delle luci, delle voci, del volume.

Ma il teatro, come la giurisprudenza, restituisce sempre pienezza, gioia, piacere in un dinamico dialogo emozionale che stupisce, arricchisce, riempie pertanto soddisfa: così Elena Fabbri ha riscoperto e riannodato, con una magica passione che la contraddistingue, i fili sottilissimi che legano il teatro al diritto fin dall’antichità classica.

Nelle foto (di Marta Fossa) l’avvocato pesarese Elena Fabbri

 

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