Troppi “fantasmi” nella scuola: i precari in presidio davanti all’Ufficio scolastico regionale

Troppi “fantasmi” nella scuola: i precari in presidio davanti all’Ufficio scolastico regionale

ANCONA – La precarietà del lavoro continua a rappresentare nel mondo della scuola una vera e propria emergenza, alla quale non hanno posto alcun rimedio i ripetuti interventi legislativi in materia di reclutamento di cui si sono fatti promotori maggioranze e governi di differente segno politico negli ultimi vent’anni. Il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato non si è affatto ridotto negli ultimi anni è anzi aumentato in maniera esponenziale.

Sono più di 2.500 i posti coperti quest’anno da insegnanti supplenti, e la situazione potrebbe farsi ancor più pesante l’anno prossimo, con i pensionamenti in più legati all’applicazione del meccanismo di quota 100. Ma il problema investe in modo rilevante anche l’area del personale ATA, dove peraltro le assunzioni in ruolo sono ogni anno limitate e non coprono neanche il turn over.

“Occorrono – affermano i segretari generali regionali della Flc Cgil Leonilde Gargamelli, della Cisl Scuola Anna Bartolini, della Uil Scuola Claudia Mazzucchelli e dello Snals Confsal Paola Martano – soluzioni che consentano da subito la stabilizzazione dei rapporti precari sia nell’area del personale docente che del personale ATA. Non è in gioco solo il diritto al lavoro di tante persone, è la stessa regolarità del servizio che rischia ogni anno di essere compromessa.

“Chiediamo – aggiungono – i segretari generali regionali della Flc Cgil Leonilde Gargamelli, della Cisl Scuola Anna Bartolini, della Uil Scuola Claudia Mazzucchelli e dello Snals Confsal Paola Martano – di:

  • RIMUOVERE le criticità che mettono a rischio il nuovo anno scolastico prevedendo una fase transitoria di immissioni in ruolo per assumere gli abilitati e i docenti di terza fascia con tre anni di servizio
  • COPRIRE con immissioni in ruolo tutti i posti liberi, compresi quelli resi disponibili da “Quota 100”
  • RIDURRE i costi dei percorsi di specializzazione su sostegno e incrementare i posti disponibili
  • STABILIZZARE il personale ATA su tutti i posti vacanti e disponibili
  • CONTRASTARE la regionalizzazione del reclutamento del personale”.

 

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