E’ di un morto e due feriti il bilancio del tragico incidente sulla piattaforma dell’Eni al largo di Falconara

E’ di un morto e due feriti il bilancio del tragico incidente sulla piattaforma dell’Eni al largo di Falconara

Una gru si è staccata dalla struttura ed è finita in mare. Sul posto il personale della Capitaneria di porto ed i vigili del fuoco. La Procura della Repubblica di Ancona ha subito aperto un’inchiesta. E’ polemica sulla sicurezza

FALCONARA – Si è fatto tragico, come era ormai da supporre, l’incidente accaduto questa mattina in una piattaforma dell’Eni, al largo della costa falconarese. Un operaio è morto e due sono rimasti feriti. L’incidente mortale si è verificato sulla piattaforma Eni Barbara F, a circa 32 miglia al largo della costa anconetana.

Secondo quanto si è appreso dalla Capitaneria di Porto di Ancona, durante le operazioni di trasbordo di un bombolone di azoto, c’è stato il cedimento strutturale delle infrastrutture su cui era installata una gru di sollevamento. La gru si sarebbe poi staccata finendo in mare e colpendo, nella caduta, il supply vessel a bordo del quale si trovavano due operai. Il corpo dell’operatore della gru, un 63enne dipendente Eni originario di Montenero di Bisaccia (Campobasso) e residente a San Salvo (Chieti), è stato poi localizzato dai sommozzatori dei vigili del fuoco nella cabina della gru a 70 metri di profondità.

Sul posto, appena scattato l’allarme, erano intervenute le motovedette della Guardia Costiera partite da Ancona, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco arrivati da Teramo e un elicottero dell’Aeronautica militare. La Procura della repubblica di Ancona ha aperto un’inchiesta. Eni esprime, in una nota “il proprio profondo cordoglio alla famiglia del collega”.

“L’incidente occorso questa mattina alla piattaforma Eni a largo di Falconara – afferma in una nota il consigliere regionale della Lega Sandro Zaffiri – è la riprova che servono più sicurezza, più controlli e più risorse per garantire l’una e gli altri nei luoghi di lavoro, siano essi grandi impianti, capannoni e sedi di imprese, siano essi laboratori e ambienti di lavoro di più modeste dimensioni”.

“Mi aggiungo – afferma sempre Sandro Zaffiri – al coro del commiato per il lavoratore molisano che ha perso la vita nell’incidente, esprimendo sincera vicinanza ai familiari. Non posso che tirare un sospiro di sollievo nell’apprendere, proprio in questi minuti, la comunicazione che gli altri due operai non sono in pericolo di vita”.

Ed anche i parlamentari ed i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle si stringono attorno alla famiglia dell’operaio morto in mare. “Siamo vicini – si legge in una nota – anche ai due operatori della società Bambini di Ravenna (G.G. di 53 anni e C.C. di 48 anni), trasportati d’urgenza presso il locale nosocomio di Torrette di Ancona, dopo essere stati  colpiti dalla gru in fase di caduta. In attesa di accertamenti, e di conoscere le cause dell’incidente, ribadiamo che la prevenzione e l’applicazione delle norme di sicurezza sono le tutele più grandi per la vita dei lavoratori, perché non si può e non si deve morire per queste fatalità che spesso sono prevedibili ed evitabili”.

“Questa mattina – si legge, invece, in una nota di Trivelle Zero Marche – si è verificato un gravissimo incidente sulla piattaforma di estrazione di gas “Barbara F”, di proprietà dell’Eni. Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie colpite da questa terribile tragedia non possiamo che prendere atto che questo è solo l’ultimo di una catena di incidenti su questo tipo di piattaforme, sia in Italia che nella nostra regione.

“In questo settore anche il petrolchimico Api di Falconara – si legge sempre nel comunicato degli ambientalisti di Trivelle Zero Marche – ne è la triste conferma. Appena un anno fa il crollo del tetto di uno dei serbatoi all’interno del petrolchimico, pur senza vittime, ha causato un grave disastro ambientale producendo esalazioni nocive percepite fino a km di distanza”.

“Continueremo a mobilitarci ancor di più per la giustizia climatica – si legge in un altro passo del comunicato degli ambientalisti – e per riaffermare l’incompatibilità di questo sistema produttivo con i territori e la vita di chi li abita; anche per questo il 23 marzo saremo a Roma, insieme ad altre centinaia di realtà di movimento che lavorano sulle tematiche ambientali, per ribadire il nostro no ad un’economia basata sul fossile e le grandi opere inutili e per pretendere la transizione ad un’energia ecologicamente sostenibile”.

Nella foto: i sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati nelle delicate operazioni di recupero dello sfortunato operaio finito in mare questa mattina per il crollo della gru, il cui corpo è stato individuato ad una profondità di 70 metri

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