La truffa dei diamanti “da investimento”: i gioiellieri l’avevano detto

La truffa dei diamanti “da investimento”: i gioiellieri l’avevano detto

La presidente Federpreziosi-Confcommercio Marche Centrali Teresa Biancucci: “Allerta lanciata a settembre 2016”

ANCONA – “L’avevamo detto”. E’ una frase sempre spiacevole da dire e sgradevole da ascoltare. Stigmatizza generalmente eventi negativi che avrebbero potuto essere evitati. E’ stato necessario il pesante intervento da parte della Guardia di Finanza di Milano per dare finalmente il via a seri interventi nei confronti degli operatori e delle aziende coinvolti nella truffa dei diamanti cosiddetti da investimento, interventi che, siamo certi, porteranno in maniera definitiva e in tempi brevi a positive soluzioni per le migliaia di risparmiatori – tra cui anche nomi noti  che danno ancora maggiore risalto alla notizia – i quali, malgrado gli interventi delle associazioni e delle istituzioni preposte ai controlli, vedevano minacciata la possibilità di recuperare il denaro investito in diamanti agli sportelli bancari.

Il riferimento è ai sequestri preventivi per oltre 700 milioni di euro a carico delle persone giuridiche ritenute responsabili della presunta maxitruffa sulla vendita di diamanti ‘da investimento’ e degli istituti di credito che ne avevano favorito l’operatività. Indagate una settantina di persone coinvolte a vario titolo per i reati di truffa, autoriciclaggio, ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza.

“I gioiellieri lo avevano detto – dice la presidente Federpreziosi-Confcommercio Marche Centrali Teresa Biancucci –, perché, se è vero che l’allerta venne data in maniera eclatante dall’inchiesta Report del 17 ottobre 2016, è stato nel settembre di quell’anno che Federpreziosi Confcommercio ha nuovamente portato all’attenzione dei mass media, della Consob (dopo averlo già fatto nel 2011 a seguito dei ripetuti interventi sui mass media sul tema), e degli organismi di vigilanza, una problematica che rischiava di avere pesanti conseguenze per gli operatori e per il pubblico. Lo ha fatto nella sede della manifestazione fieristica più importante a livello nazionale e internazionale per il settore della gioielleria, VicenzaOro, con il convegno ‘Trasparente come un diamante’ alla presenza dei maggiori esperti del settore, dalla produzione alla commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio”.

In quella sede il presidente di Federpreziosi-Confcommercio Giuseppe Aquilino aveva dichiarato che quello dei diamanti è un ‘business’ che, con il perdurare della crisi e gli scossoni che i mercati subiscono con una certa violenza, si affaccia sempre più spesso sulle pagine dei giornali. L’idea che più spesso passa attraverso i canali dell’informazione è che un funzionario di banca o di una società intermediatrice sia più attendibile di un gioielliere, anche se è quello di fiducia. Ora l’acquisto rischia di non essere più legato al piacere di vederlo montato su di un bel gioiello da indossare, ma, semplicemente, il diamante sembra essere annoverato fra le strategie alternative per proteggere il proprio denaro dall’altalena dei nervosi mercati finanziari. Si parla di bene rifugio, di beni da investimento, di migliori quotazioni – ora per le pietre più grandi, ora per quelle più pure – di qualità gemmologiche, di risparmio tutelato, ma anche di rivalutazione delle somme impiegate.

 

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