Anche la Giunta regionale delle Marche sceglie la via della secessione. Rifondazione Comunista invita alla mobilitazione

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Anche la Giunta regionale delle Marche sceglie la via della secessione. Rifondazione Comunista invita alla mobilitazione

ANCONA – Dal Partito della Rifondazione Comunista riceviamo: “Venerdì 15 il Consiglio dei Ministri discuterà e, probabilmente , approverà il testo dell’ accordo sulla cosiddetta autonomia differenziata da sottoscrivere con Lombardia , Veneto ed Emilia Romagna  che hanno  chiesto di beneficiarne, piegando in maniera “secessionista “ il titolo V della Costituzione.

“Non solo tutto questo è avvenuto, fino a poco tempo, fa nell’ombra e nel silenzio ma ora, più inquietanti, arrivano interpretazioni  che espropriano addirittura il controllo e il voto parlamentare sull’ atto.  Se realizzata ci troveremo di fronte ad una vero  e proprio stravolgimento della Costituzione  visto che in materia di sanità, di istruzione, di interventi attivi del lavoro, ogni regione stabilirà tipo e modalità d’interventi, arrivando all’assurdo della possibilità di scuole con programmi ed insegnanti regionali, o servizi sanitari diversi , o norme riguardanti la formazione professionale differenti regione per regione. Purtroppo questa “cupio dissolvi” ha contagiato anche la giunta Regionale delle Marche la quale, senza troppo clamore ha fatto richiesta per un accordo sul’autonomia differenziata.

“Un atto gravissimo tanto più che nessun percorso di consultazione e di informazione con i cittadini, le associazioni , la società civile è stato avviato. Di più, questi provvedimenti, rischiano per altro di essere dannosi anche sul piano dei costi/ benefici  aderendo ad un sistema “competitivo” che mette in discussione addirittura il primato pubblico in settori come la sanità e l’istruzione. Occorre quindi pretendere un confronto aperto su questa vicenda.

“Facciamo quindi appello alle organizzazioni dei lavoratori, all’associazionismo sociale, agli enti locali per una mobilitazione immediata. Ogni ritardo, ogni titubanza sarà colpevole”.

 

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