Sulle tavole di Natale cinquecento pacchi con i prodotti delle aziende colpite dal terremoto

Sulle tavole di Natale cinquecento pacchi con i prodotti delle aziende colpite dal terremoto

Successo dell’iniziativa di Possibile. Con Terre Resistenti 11.276,58 euro versati ai produttori che da Amandola a Visso hanno deciso di non lasciare il territorio. Un pacco senza simboli sarà consegnato ai figli di Eleonora, morta nella tragedia di Corinaldo

SENIGALLIA – Nelle ultime settimane sono stati spediti 500 i pacchi solidali, con prodotti (formaggi, confetture, salumi, legumi e biscotti) di aziende colpite dal terremoto nelle Marche. Il progetto, denominato Terre Resistenti, ha raccolto la somma di 11.276,58 euro, già versata ai produttori, che da Amandola a Visso hanno deciso di non lasciare il territorio.

“Ordinazioni che sono quasi raddoppiate se non avessimo posto un termine, che però è stato necessario per garantire a tutti la spedizione in tempo utile per Natale, imprevisti compresi”, afferma la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, che ha portato avanti questa iniziativa solidale.

Ma l’iniziativa di Possibile non termina qui. “La prossima settimana si riparte per Visso – dichiara Beatrice Brignone – porteremo i prodotti delle Terre Resistenti nel Villaggio di Natale organizzato dalla Caritas di Senigallia, chi desidera acquistarli ci troverà là. Mentre i giornali parlano della sinistra che non c’è, noi continuiamo a stare dove serve e con determinazione a tessere una comunità che si rivede nei valori di solidarietà, uguaglianza e giustizia sociale”.

“Una persona nelle scorse settimane ha ordinato due pacchi – afferma sempre Brignone – uno per sé e uno da donare a qualcuno a nostra discrezione. Abbiamo deciso di regalarlo alle bambine di Eleonora, la mamma vittima nella strage di Corinaldo, togliendo ogni simbolo e riferimento politico, ma aggiungendo una storia. Lo faremo avere nei prossimi giorni. Un piccolo gesto simbolico di un ponte che unisce due enormi tragedie che hanno colpito questo territorio, ma che allo stesso tempo è storia di resistenza, di passione, determinazione a rialzarsi, di solidarietà”.

“Il progetto Terre Resistenti – scrive Simone Tranquilli, uno dei promotori di questa iniziativa piena di generosità – parte da lontano. Forse da quella mattina di agosto in cui Amatrice venne rasa al suolo da un sisma terrificante, non tanto come intensità quanto come conseguenze su abitazioni e popolazione.Da allora un effetto domino interminabile ha investito tutta la nostra regione.
“E’ nato in quei giorni il termine “cratere sismico marchigiano” che da lì in poi abbiamo girato in lungo e in largo. Abbiamo conosciuto persone Resistenti di un territorio Resistente.
Perché come diciamo da quando ci è venuto in mente questo nome per il nostro progetto “Resistenti” è un verbo ma anche un aggettivo.
Abbiamo pensato, qualche mese fa, a come fare ad aiutare concretamente quei produttori che avevamo conosciuto e coi quali eravamo diventati amici durante le nostre scorribande di due anni in quei luoghi. Abbiamo pensato dunque di creare una sorta di e-commerce solidale basato tutto sul volontariato e organizzato da gente che, al massimo, aveva spedito una cartolina da Londra o da Parigi vent’anni fa. Per giorni e per settimane abbiamo dovuto reinventarci e visti i tempi stretti non potevamo sbagliare”.

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