Il Trio di Pesaro incanta il pubblico del Teatro Rossini con un raffinato concerto

Il Trio di Pesaro incanta il pubblico del Teatro Rossini con un raffinato concerto

di PAOLO MONTANARI

PESARO – Il ricordo del presidente Chiocci, è stato il momento finale ed emozionante di un concerto raffinato presentato dal Trio di Pesaro nell’ambito della 59esima Stagione Concertistica 2018/2019  al teatro Rossini.

L’andante del Trio op.100 di Schubert con le sue cadenze ritmate e malinconiche, era uno dei motivi più amati dal presidente Chiocci che per molti anni ha presieduto l’Ente Concerti di Pesaro. Un motivo divenuto popolare perché utilizzato magistralmente da Stanley Kubrick in Barry Lindon, ma che come La morte e la fanciulla, evidenzia il genio schubertiano e il vertice della musica cameristica romantica tedesca. Ma tutto il concerto del Trio di Pesaro, composto da Andrea Castagna al violino, Alessandro Culiani al violoncello e Lorenzo Bavaj al pianoforte, quest’ultimo conosciuto a livello internazionale perchè è il pianista accompagnatore del famoso tenore spagnolo José Carreras, è stato uno scrigno musicale, innanzitutto con i due brani iniziali poco conosciuti come i loro autori: Fortunato Luzzatto musicista compositore fine 800 primi del ‘900 con una splendida Fantasiestucke Op.61.

La composizione composta da cinque movimenti è un esempio di musica romantica con influsso novecentesco che risente della corrente tedesca brahmsiana. Interessante è il Trio il La di Giulio Ricordi (1840-1912), in quattro movimenti, in cui si conosce e con qualche sorpresa come uno dei personaggi della famosa editoria musicale milanese, sia un valente musicista e compositore. Anche in questo Trio vi è l’influsso post romantico che si coniuga ad un iter musicale per certi aspetti innovativo, nel passaggio dagli assoli strumentali del violino, violoncello e pianoforte, fino a giungere nel finale ad un crescendo uniforme e sublime.

Nella seconda parte si è raggiunta con il famoso Trio in re minore op.49 di Mendelssohn (1809-1847) uno dei momenti più emozionati del concerto. La musica del compositore tedesco ha dato la possibilità di vivere sentimenti anche talvolta virtuosistici sublimi. I quattro movimenti si sono succeduti con una perfetta linearità passando dal molto allegro e agitato (re minore), all’Andante con moto tranquillo (si bemolle maggiore), lo Scherzo Leggero e Vivace (re maggiore) e il Finale Allegro assai appassionato (re minore). Il Trio di Pesaro che sta acquistando sempre più notorietà a livello internazionale, ha dimostrato ancora una volta una compattezza timbrico-strumentale e una affinità legata anche agli studi profondi e appassionati.

(Le foto sono di Marta Fossa)

 

 

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