Ricci e Vimini hanno presentato in Senato il volume “Rossini, l’Italia nel mondo”

Ricci e Vimini hanno presentato in Senato il volume “Rossini, l’Italia nel mondo”

Un grande investimento per 150esimo anniversario. L’iniziativa con Casellati e Letta a Palazzo Giustiniani

ROMA – «Rossini è il testimonial della bellezza italiana nel mondo nel 2018, ci sono decine di eventi ovunque per il 150esimo. Tutto il sistema Paese è coinvolto, dai ministeri alle ambasciate. Per Pesaro è una sfida culturale». Lo ha detto Matteo Ricci a Palazzo Giustiniani, in occasione della presentazione del volume «Rossini, l’Italia nel mondo», edito da Utet Grandi Opere per il 150esimo. All’iniziativa hanno preso parte il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il presidente della Fondazione Rossini Gianni Letta, il presidente del Rof e vicesindaco Daniele Vimini, il presidente di Utet Grandi Opere Marco Castelluzzo e l’autore del volume Paolo Fabbri. «Ci saranno due momenti particolari in occasione dell’anniversario della morte – ha proseguito Ricci -. Uno a Pesaro il 13 novembre, l’altro il 14 novembre a Parigi con la Petite Messe Solennelle diretta da Alvise Casellati. Un’altra iniziativa rilevante si terrà a Firenze. Ma il lavoro strategico continuerà anche dopo il 150esimo: stiamo costruendo una rete di città medie delle cultura con Parma, Mantova, Matera e Palermo per offrire mete alternative ai turisti, al di là dell’asse tradizionale Roma-Firenze-Venezia». Tra gli investimenti del 150esimo «che resteranno negli anni», Ricci ha citato «il Museo Rossiniano che nascerà a Palazzo Antaldi» e il volume Utet curato da Fabbri, «opera straordinaria che ci riempie di orgoglio».  Ha aggiunto Vimini: «Le celebrazioni toccano oltre 30 Paesi grazie alle rete dei ministeri e delle istituzioni, in primis Rof e Fondazione Rossini. Un lavoro importante per fare del grande compositore non solo uno straordinario biglietto da visita dell’Italia all’estero, ma anche una fondamentale testimonianza del genio del Paese. Riassunta dalla meraviglia dell’opera».

LE VOCI – «La genialità di Rossini fu riconosciuta perfino da un mostro sacro della letteratura come Stendhal, autore di una biografia romanzata del Maestro che comprova la notorietà del musicista e il livello di diffusione all’estero delle sue opere», ha sottolineato Casellati. Secondo Letta, «Rossini ha sempre rivendicato la sua italianità, onorandola nel mondo. Pesaro è esempio virtuoso, perché ha fondato su Rossini la ricostruzione della propria identità, fino a farsi definire dall’Unesco ‘città della musica’. La città ha onorato Rossini in modo metodico, costituendolo a motivo identitario del territorio».

 

 

 

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