Le nuove povertà si fanno largo a Pesaro dove cresce anche la solidarietà

Le nuove povertà si fanno largo a Pesaro dove cresce anche la solidarietà

Intervista ad Eugenio Bravi, presidente de “La città della gioia”, che si occupa di tre strutture: Casa Mariolina, Casa Aurora e Casa Primavera

di PAOLO MONTANARI

PESARO – L’estate sta per finire ma le emergenze abitative, lavorative e le nuove povertà sono presenti nel nostro territorio pesarese.

Ne parliamo con il presidente de LA CITTA’ DELLA GIOIA, Eugenio Bravi, che dirige attualmente tre strutture : Casa Mariolina, Casa Aurora e Casa Primavera.

  • Presidente Bravi, come sta andando con l’attività per ospiti comunitari nelle tre strutture?

“Casa Mariolina, chiusa per il periodo estivo per due settimane,  per rinfrescare gli ambienti, è il nostro centro principale, aperto 365 giorni all’anno. Dispone di sette posti letto, con un vincolo sanitario con l’Usl e il comodato d’uso datoci dal Comune di Pesaro. Gli ospiti, secondo un report al 4 settembre 2018, dall’inizio dell’anno sono stati 140, con un indice di nuovi ospiti del 13% in più. Va detto che gli ospiti che si presentano a Casa Mariolina, possono essere ospitati tre volte all’anno, con un intervallo di quattro mesi. Per quanto riguarda il Report Ospiti Casa Mariolina 2017 , le accoglienze sono state 240, mentre gli ospiti accolti nella struttura sono stati 190, e di questi l’80% italiani, il 15% romeni, l’0,5% provenienti dall’Albania, Polonia, altri paesi Europei. L’indice per l’intero 2017 di nuovi ospiti è stato del 10%. Quindi nei nove mesi del 2018, abbiamo avuto un incremento rispetto all’intero 2017.D’altra parte Casa Mariolina, che è il primo traguardo, che anche la Caritas indica ai senza fissa dimora, ha la caratteristica di essere una struttura famigliare, in cui non si dà solo da mangiare e da dormire, ma si cerca di aprire un dialogo e amicizia con gli ospiti. La percentuale dei nostri ospiti per fascia di età è significativa: il 10% fra i 18-35 anni, il 70% fra i 35-55 anni e il 20% oltre i 55 anni.  Dopo la nostra prima accoglienza queste persone si trasferiscono a casa Tabanelli, dove cercano di passare tutto il periodo invernale. Va detto che alle numerose richieste che arrivano a Casa Mariolina, segue una selezione e un monitoraggio ogni due settimane per le camere e i curriculum. D’altra parte l’ubicazione di Casa Mariolina è strategica sia per lo sportello d’Ascolto della Caritas, ed è trasversale anche per altre ubicazioni, come i giardini dell’Ospedale, Miralfiore e il sottopassaggio e sagrato della chiesa dei Cappuccini, vicino alla ferrovia. Ora che attendevamo il progetto di riqualificazione dei Via dell’Acquedotto, dove si trova Casa Mariolina, purtroppo vi è stato il blocco per le riqualificazioni delle periferie, e ci troviamo davanti alla nostra struttura, un’area a pagamento per computer, che non è il massimo per accedere a Casa Mariolina. Vorrei aggiungere che secondo il report volontari Casa Mariolina al 4 settembre 2018, i volontari attivi sono 95 di cui 23 che devono fare i lavori socialmente utili, e di questi il 10% dopo il programma di lavoro rimangono in Associazione.”

  • Lei giustamente ha sottolineato esaurientemente l’attività della vostra struttura principale.Ci può spiegare invece le finalità delle altre due?

” Certamente, vi è Casa Aurora che si trova in pieno centro storico, che ospita sei donne, italiane o della comunità europea, che hanno storie difficili, separazioni, ragazze madri e la Casa Primavera che si trova in un appartamento a Villa San Martino e che ospita quattro uomini. Va specificato che collaboriamo con la Caritas, Sevizi Sociali del Comune, Sert, e Dism e le altre strutture d’accoglienza nelle vicinanze. Va sottolineato che casa Aurora e casa Primavera sussiste un periodo contrattuale mese per mese, anche perché sono due strutture su cui paghiamo l’affitto e ci siamo resi conto come la gratuità nei confronti degli ospiti non sempre ripaga. A questo proposito   presto chiederemo un incontro con l’assessore ai servizi sociali, Sara Mengucci, per poter trasformare i contratti di locazione delle due strutture, in comodato d’uso come per Casa Mariolina. Vorrei ricordare che in questi giorni abbiamo un nostro stand vicino alla Palla di Pomodoro e che anche quest’anno faremo la Cena di Natale del 25 dicembre nel salone della parrocchia dei Cappuccini, dove l’anno scorso vennero 70 ospiti”.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it