Bando periferie, Ricci avvia le azioni legali: “Mi fermerò solo quando vedrò il recupero dei fondi in una nuova norma”

Bando periferie, Ricci avvia le azioni legali: “Mi fermerò solo quando vedrò il recupero dei fondi in una nuova norma”

Ed anche il presidente di Anci Marche, Maurizio Mangialardi, modifica in parte la posizione espressa martedì sera, subito dopo l’incontro a Palazzo Chigi

PESARO – Mossa di Matteo Ricci all’indomani del vertice a Palazzo Chigi sul bando periferie. Come preannunciato, il sindaco va per vie legali. «La situazione non è affatto risolta – spiega Ricci -.  Chiusura netta dal governo sul Milleproroghe. Ad oggi abbiamo solo una promessa del presidente Conte per affrontare la questione in un prossimo provvedimento. L’incontro è stato negativo, perché il decreto resta così com’è. E i fondi sono bloccati con procedure in corso».

Per Pesaro, si tratta di 11 milioni e 200mila euro per la riqualificazione di via dell’Acquedotto e dell’area intorno alla stazione. «Speriamo che alle parole di Conte seguano azioni, ma ad oggi non c’è nessun atto concreto. Al momento sono solo promesse».

Così Ricci dà mandato all’avvocatura comunale «per intraprendere ogni possibile iniziativa sul piano legale», valutando i «danni arrecati» dalla cancellazione unilaterale del contratto siglato a Palazzo Chigi. «A nostro avviso emergono profili di illegittimità. Sono stati violati obblighi convenzionali tra le parti».

Il sindaco aveva preannunciato ricorsi uscendo dal vertice con Conte: «Fino a quando non si rivedranno le cose, con atti certi, andremo avanti per vie legali. Ci fermeremo solo quando vedremo il recupero dei fondi in una nuova norma. Rileviamo la gravità del metodo, che diventa un precedente per qualsiasi cosa. Se un Comune non si può fidare di un contratto firmato con lo Stato siamo al paradosso. Abbiamo il dovere di difendere la città», conclude il sindaco di Pesaro.

Alla luce di tutto ciò anche Maurizio Mangialardi, coordinatore dei presidenti regionali delle Anci e presidente di Anci Marche, fa in parte retromarcia e modifica la posizione assunta martedì sera, subito dopo il vertice a Palazzo Chigi. “L’incontro è stato molto complicato – ha detto oggi, a bocce ferme, Maurizio Mangialardi – e vigileremo che i pochi giorni chiesti dal Presidente Conte per mettere a punto un nuovo provvedimento sani la situazione e riconsegni i fondi legittimamente destinati ai 96 progetti, compresi quelli che riguardano le Marche”.

Secondo Mangialardi “restano incomprensibili i motivi per i quali si sia scelta questa strada preferendola a quella forse più semplice e certamente più immediata di modifica del Milleproproghe ma abbiamo preso atto e resteremo molto vigili che tutto vada come stabilito o siamo pronti, come già anticipato dallo stesso presidente Decaro, ad interrompere le relazioni istituzionali col Governo”.

Nelle Marche i progetti riguardano i fondi per la zona Archi di Ancona, intervento da 16 milioni, Lido Tre Archi a Fermo per 9 milioni, il Centro Fiere di Villa Potenza per 12 milioni, l’intervento a Ponte Armellina e l’edilizia pubblica a Canavaccio in Urbino per 6,5 milioni e la riqualificazione a Pesaro tra via dell’Acquedotto e la stazione con sottopasso dei Cappuccini con la pista ciclo-pedonale per 11,2 milioni.

 

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