Abusi edilizi, nelle Marche 896 ordinanze di demolizione

Abusi edilizi, nelle Marche 896 ordinanze di demolizione

Ma solo 234 sono state eseguite, ne mancano all’appello 662. Il dossier di Legambiente: “Nelle Marche la cementificazione selvaggia intreccia i suoi effetti col terremoto. Urge riavviare iter legislativo per una legge che fermi il consumo di suolo”

ANCONA – Nulla è più tangibile di una casa. Ancora di più se su quella casa pende da decenni un ordine di demolizione perché costruita abusivamente, magari in una zona di pregio, in un’area protetta o lungo la costa. In Italia gli abbattimenti sono un obbligo previsto dalla legge, ma a quanto pare nella realtà sono poco più di una facoltà per i comuni. Così le demolizioni restano ferme al palo. È quello che racconta il dossier di Legambiente “Abbatti l’abuso. I numeri delle (mancate) demolizioni nei comuni italiani”, presentato questa mattina a Palermo assieme alla proposta normativa in Parlamento. L’indagine è stata realizzata dall’associazione a partire dai dati forniti da 1.804 comuni italiani (il 22,6% del totale), con un’analisi del fenomeno dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio, e il quadro complessivo che emerge conferma la sostanziale inerzia di fronte all’abusivismo e alle prescrizioni di legge rispetto alle procedure sanzionatorie e di ripristino della legalità.

Ad oggi, nelle Marche, risultano emesse 896 ordinanze di demolizione, di cui solo 234 eseguite, mancandone all’appello ben 662. Un contesto di illegalità abbastanza diffusa e tangibile. Eppure, gli abbatti­menti, previsti dalla legge come un obbligo, per molti Comuni non vengono attuati.

Secondo la legge, infatti, il patrimonio edilizio abusivo, colpito da ordine di abbattimento non eseguito entro i tempi di legge, è a tutti gli effetti proprietà del Comune, che lo demolisce in danno dell’ex proprietario o può destinarlo a usi di pubblica utilità. È però evidente che negli uffici comunali preposti quasi nessuno pensa di dover seguire queste prescrizioni, anche a causa del ricatto elettorale. Nella nostra regione, ad esempio, delle 662 ordinanze da eseguire, solo 2 sono state trascritte nel registro immobiliare.

“È ora di chiudere questa pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità e ha cambiato i connotati, devastandole, a intere aree del Paese. – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – Il contrasto all’abusivismo edilizio è una battaglia cruciale per la nostra regione, dove, in un territorio di per sé già vulnerabile, la cementificazione selvaggia intreccia tragicamente i suoi effetti con maltempo ed eventi naturali come il terremoto. Per tentare di dire stop al consumo di suolo nella nostra regione, lo scorso giugno il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione fermare il consumo di suolo della costa. Chiediamo che quanto prima diventi legge. Tenere alta la vigilanza su questo tema è di fondamentale importanza”.

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Il dossier è scaricabile sul sito di Legambiente:

https://www.legambiente.it/abbatti-abuso-i-numeri-delle-mancate-demolizioni

 

 

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