Una torbida vicenda del passato in un romanzo di Veit Heinichen, scrittore tedesco che vive a Trieste

Una torbida vicenda del passato in un romanzo di Veit Heinichen, scrittore tedesco che vive a Trieste

Una torbida vicenda del passato in un romanzo di Veit Heinichen, scrittore tedesco che vive a Trieste di TIBERIO CRIVELLARO

Dodici falsi testimoni, con la complicità del Giudice e di un Avvocato difensore che non confuta adeguatamente   schiaccianti dichiarazioni, sotto l’occulta regia di un politico corrotto in carriera di estrema destra, contribuiscono a far condannare Aristèides Albanese per un omicidio che non ha commesso. Viene sentenziato a 25 anni. Aristèides uscirà dopo 17 anni per buona condotta. Ma è sua intenzione “purgare” gli infami, iniziando, allo stesso tempo, una nuova vita. Tornato a Trieste apre un ristorantino con l’amico di cella pakistano: il giovane Aahras, anche lui condannato ingiustamente. “Ostracismo” (E/O Edizioni). Edizioni che danno spazio a ad autori stranieri di qualità.

L’autore del libro è di Veit Heinichen, scrittore tedesco Vive a Trieste, ed è specializzato in inchieste scomode, politicamente coraggiose. Il suo stile nordico si abbraccia col noir mediterraneo dei vari Carlotto, Bussi, Emmanuel-Smitt ecc. Aristèides non ha dimenticato la grave ingiustizia subita. Ha intenzione di somministrare una pesante “purga” ai falsi testimoni meditando, a modo suo, vendetta sfruttando la grande abilità di cuoco. In carcere ha sviluppato una grande creatività come Gastronomo.

Il Commissario Laurenti che durante il processo ommise la possibilità di aiutarlo. Decide a smascherare la tresca, dei falsi testimoni. Tenta di ricostruire il passato prima che i “dodici falsi apostoli” subiscano la pesante vendetta di Aristèides. Laurenti, salernitano di nascita ma triestino di adozione, nella città di Umberto Saba, diventa co-protagonista decidendo di sbrogliare la matassa con un certo ostracismo. Si scopre “partigiano” di un ex innocente. Ha deciso di smascherare la torbida  vicenda del passato. Ancora una volta la politica è oscura protagonista. L’ombra di D’Annunzio è un correlativo nostalgico dei responsabili che si meriterebbero una buona dose ricino e manganello. “A ciascuno la sua purga” ci fa intendere il romanzo.

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VEIT HEINICHEN

OSTRACISMO

E/O Edizioni

 

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