A Villa Caprile una eccellente kermesse culturale curata da Lucia Ferrati

A Villa Caprile una eccellente kermesse culturale curata da Lucia Ferratidi PAOLO MONTANARI

PESARO – Con una lectio magistralis il professore Guido Arbizzoni dell’Università di Urbino, ha affascinato il pubblico di Villa Caprile illuminata, nella prima giornata di una bellissima kermesse culturale a cura di Lucia Ferrati, a cui bisogna rivolgere il plauso per avere organizzato tre giornate all’insegna della natura, della valorizzazione ambientale e architettonica del complesso di Villa Caprile, oltre a interessanti conferenze che si stanno susseguendo ad intermittenza nel prato d’ingresso e nel giardino segreto della villa, Poi il corollario,una fiction cinematografica perfetta con dame in costume d’epoca e a cavallo, i giochi d’acqua, gli studenti dell’Istituto Cecchi che hanno fatto da ciceroni per visitare le bellezze del complesso di Caprile. Guido Arbizzoni ha tenuto una conferenza dotta e per molti nuova per le notizie, che questo serio e intelligente studioso e ricercatore

sta conducendo da una vita , sui documenti e fonti archivistiche che interessano anche il territorio pesarese. Il titolo della conferenza: Regole e riti di una microsocietà: le Accademie pesaresi del Settecento. Partendo da una definizione di accademia tratta dalla Enciclopedie di Diderot,riferimenti al 500 e 1600, Arbizzoni ha voluto evidenziare come si presenta una accademia: “un nome arguto,spiritoso che alluda per via metaforica al proprio impegno ermeneutico culturale e, magari, al valore aggiunto della cooperazione”. Da qui i nomi accademici dei singoli e imprese individuali possibilmente congrui al nome dell’Accademia. Forse la prima risalente al 1525  è quella degli Intronati a Siena, seguita nella stessa città dai Travagliati, gli Infocati e poi via via nate a Pavia, Perugia,Roma, Napoli, Brescia e una a finalità specifiche, come quella della Crusca. E nel territorio di Pesaro e Urbino bisogna risalire a quella della città ducale degli Assorditi , con il simbolo della nave di Ulisse circondata dalle sirene CANITIS SURDIS e nella vicina Fano con gli Scomposti: COMPOSITI AD SEPOSITA.

A Pesaro con Federico Ubaldo 1623 e Federico Maria II del 1631, si svilupperà l’accademia nel 1626 degli Ostinati patrocinio di Berlingiero Gessi e nel 1630 la Eterocliti fondata da Gian Giacomo Leonardi, Camillo Giordani e Giovan Pietro Rastelli. Nel 1645 nascerà l’accademia dei Disinvolti fondata da Francesco Maria e Lodovico Santinelli. Nel corso del XVII secolo le riunioni accademiche sono molto spesso destinate alla trattazione arguta di argomenti molto spesso frivoli e capziosi, nel prevalere del piacere dell’esibizione retorica piuttosto che della consistenza dei temi trattati. A fine XVII secolo si verifica una profonda inversione di gusto: la nuova Accademia fondata dal Crescimbeni, intende segnalare una contrapposizione verso il gusto imperante, alla ricerca del linguaggio continuamente teso verso la metafora inaudita, attraverso i temi di seduzione del Marino e una presa di distanza dal classicismo erudito legato all’ambiente della corte romana di Urbano VIII. E , a Pesaro, la prima accademia del nuovo secolo è proprio la istituzione della Colonia Isaurica dell’Arcadia nel 1704: è un’iniziativa d’importazione, portata a Pesaro da Lavinia Gottifredi, venuta sposa a Camillo degli Abati Olivieri, madre del famoso aerudito Annibale.

A Villa Caprile una eccellente kermesse culturale curata da Lucia FerratiNel 1723 sorse una nuova accademia intesa a coltivare eslcusivi studi religiosi,Accademia istorico-critico-dogmatico-teologica, che ebbe nel palazzo Baldassini la sua sede. Una accademia con segni religiosi molto evidenti. Ma la vera novità è costituita dall’iniziativa intrapresa da Annibale Olivieri, al ritorno a Pesaro, dopo gli studi a Bologna,Pisa e Roma. Oilvieri volle unificare le due accademie eistenti per farle durare di più  ed arrivò alla fondazione dell’Accademia pesarese di scienze, lettere e arti. Nel 1730 il progetto dell’Olivieri ebbe l’approvazione del Legato apostolico. Sotto l’egida dell’Accademia, proliferarono numerose opere di grande erudizione storica e antiquaria che nascono soprattutto ad opera di Olivieri e Passeri. Vi è poi un altro grande artista Giannandrea Lazzarini pittore,e autore di riflessioni sulle arti, ad entrare in questo autentico grande cenacolo culturale. Nella Pesaro del Settecento l’Accademia Pesarese rappresenta il motore di ricerche erudite e antiquarie che danno alla città il lustro di Atene dell’Adriatico. Si  crea un circuito di nuove idee, con personaggi come Francesco Montani e Carlo Mosca Barzi. Quest’ultimo fu un intraprendente promotore culturale creando una tipografia la cui direzione affidò al savignanese Pasquale Amati, pensiamo al risultato della Collectio Pisaurensis.

Ma Carlo Mosca fu anche uno strenuo agostiniano e pubblicò le Lettere sopra la limosina, opera che finì all’Indice e vi rimase fino all’ultina edizione del 1948. Continuava a vivere parallelamente la Colonia Iasurica che perpetuava la tradizione di più disimpegnati esercizi versificatori in una mondanità aperta anche alle donne. Dopo i Passei e Olivieri, l’Accademia Pesarese passa sotto la guida di Francesco Maria Mosca, figlio di Carlo, che nell’agosto 1792, tenne a Villa Caprile una sontuosa tornata accademica con discrsi, recite di versi, memorie e musica.. Spetta a Domenico Bonamini raccogliere le memorie di quelle giornate.

La lectio di Arbizzoni è stata una genesi storico-letteraria agli interventi avvenuti e che si succederanno a Caprile illuminata, dove la Villa e i suoi giochi d’acqua, costruita nel 1640, rappresenta,ha sottolineato l’assessore alla Bellezza Daniele Vimini, storia della città e luogo di generazioni, amori e incontri. Il progetto di Lucia Ferrati, ha detto, Vimini, potrebbe per i prossimi anni, estendersi al rapporto fra Villa Caprile e i secoli successivi al Settecento.