Tanti consensi nella tournée con la Carmen di Bizet per il coro Città Futura di Vallefoglia

Tanti consensi nella tournée con la Carmen di Bizet per il coro Città Futura di Vallefoglia

Tanti consensi nella tournée con la Carmen di Bizet per il coro Città Futura di Vallefogliadi PAOLO MONTANARI

PESARO – Una tournée con Carmen di Bizet, che sta ottenendo grandi consensi di pubblico e critica, nei più significativi teatri romagnoli e marchigiani. Un ringraziamento al coro di Città Futura di Vallefoglia in primo luogo, diretto dal maestro Stefano Bartolucci, che da mesi sta lavorando su questo progetto musicale complesso ma di una bellezza estetico musicale inaudita. Poi la collaborazione del coro della Regina di Cattolica e del suo preparatore maestro Gilberto Del Chierico.

Dell’orchestra Raffaello diretta dall’inesauribile maestro Stefano Bartolucci, esempio di serietà, professionalità che ha sempre creduto in questo progetto, che finora ha visto il tutto esaurito nei teatri della Regina di Cattolica, nel Sanzio di Urbino e nel comunale di Cagli.

Ultimo appuntamento sarà nel grandioso teatro Gentile di Fabriano, dove già da tempo è tutto esaurito. Ma perché tanto successo? Al di là della preparazione del Coro di Vallefoglia che meriterebbe maggiori attenzioni dalle istituzioni civili e musicali locali e regionali, è l’opera Carmen, con il suo contorno scenografico, coreografico e le sue arie immortali ad attirare un pubblico anche giovane e non di soli melomani.

Se poi a questo aspetto si aggiungono solisti come Julija Samsonova-Khayet, in Carmen, Giorgio Casciarri in Don José, Alina Godunov in Micaela (la ricordiamo per la splendida interpretazione di Violetta in Traviata), Daniele Girometti in Escamillo, Luca Giorgini in Zuniga, Arielle Carrara in Frasquita, Margot Canale in Mercedes, Carlo Giacchetta in Remendado, Patrizio Saudelli in Dancairo e Ken Wayanabe in Morales, si chiude un meraviglioso cerchio musicale, che non ha bisogno di grandi scenografie che tutti ricordiamo, esempio l’Arena di Verona per la regia di Zeffirelli, ma solo di simboli essenziali derivanti dall’arte povera, spesso più espressiva se intrisa di calore, passione e competenza, come in questa splendida Carmen.

 

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