Possibile insiste sulla sanità marchigiana: “L’unico problema che la Regione si pone è quello della spesa”

Possibile insiste sulla sanità marchigiana: “L’unico problema che la Regione si pone è quello della spesa”

“Sono 8 anni che non si studiano i bisogni sociali di salute della popolazione marchigiana”

ANCONA – “Colpiti e affondati”. È questo il commento ironico di Possibile Marche, dopo la risposta del capogruppo Pd in Regione, Fabio Urbinati.

“Al di là del linguaggio aggressivo modello talk show televisivi, Urbinati conferma”, aggiunge Possibile nella nota, “che l’unico concetto di sostenibilità che la Regione Marche applica alla politica sanitaria è quello di compatibilità economica. L’unico problema che si pone, è infatti, quello della spesa, a dimostrazione che la salute è ormai ritenuta una merce e non più un diritto costituzionale, un bene comune, la base fondamentale di un patto sociale così come concepito dall’introduzione del Sistema Sanitario Nazionale gratuito e universale. Allora ben venga un sistema che ci fa tornare indietro di 40 anni e ben venga un Governatore che da 4 anni mantiene la delega alla Sanità con algoritmi e calcoli matematici, garantendo che i numeri siano mantenuti sotto una determinata soglia. Il ritardo della programmazione ne è solo una conferma.

Al di là degli incontri e delle consultazioni avviate, è indubbio che l’ultimo piano socio sanitario sia stato elaborato nel 2010 per il triennio 2011-2014. Il che significa che sono 8 anni che non si studiano i bisogni sociali di salute della popolazione marchigiana. Eppure i mutamenti socioeconomici, in questi anni sono stati enormi, e se manca una programmazione vuol dire che non c’è visione e neppure principi e valori alla base delle scelte.

Di segnali, però, i cittadini ne hanno dati parecchi e molto prima del 4 marzo. E anche alcuni consiglieri del PD (vedi intervista di Federico Talè in data 24 marzo) hanno denunciato come l’elenco delle situazioni da affrontare e risolvere sia lunghissimo e sia urgente un assessore alla sanità a tempo pieno che si occupi solo di questo tema.

A pensar male si sa, si fa peccato, ma spesso ci si prende. Ed è forte il sospetto che la legge sulle sperimentazioni gestionali in Sanità potrebbe aprire le porte ai privati al Santa Croce di Fano, ci auguriamo di essere smentiti”.

 

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