La droga nella cinematografia: a Pesaro un ciclo di conferenze

La droga nella cinematografia: a Pesaro un ciclo di conferenze

Comune e Ordine dei farmacisti  insieme per un problema sociale allarmante

La droga nella cinematografia: a Pesaro un ciclo di conferenze

PESARO – Prenderà il via nella sala del consiglio comunale dal 12 gennaio 2018 una serie di incontri sul tema LA DROGA NELLA CINEMATOGRAFIA , organizzato dall’Assessorato al dialogo del comune di Pesaro e con il patrocinio dell’Ordine dei farmacisti di Pesaro e Urbino. L’iniziativa è stata voluta fortemente dall’assessore Luca Bartolucci che ha trovato nel dottor Romeo Salvi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Pesaro e Urbino, uno dei massimi esperti nazionali sul tema della diffusione delle droghe leggere e nel giornalista Paolo Montanari, da molti anni impegnato nelle tematiche sociali, due utili interlocutori, a cui è stata affidata la cura delle conferenze.

Il primo incontro si svolgerà il 12 gennaio alle ore 18 nella sala del Consiglio comunale. Dopo la presentazione del ciclo delle conferenze da parte del dottor Antonio Astuti, vice presidente dell’Ordine dei farmacisti di Pesaro e Urbino, il dottor Romeo Salvi affronterà una tematica molto interessante e attuale: LA DROGA DI STRADA, conoscere le sostanze per evitarle. USO TERAPEUTICO novità e modalità sulla cannabis.

Nella stessa serata saranno proiettate delle sequenze sul film Woodstock , 3 giorni di musica, amore e pace. Per comprendere il clima sessantottino e della contestazione dei figli dei fiori, che hanno trovato in Jimmy Hendrix il loro simbolo. E sono anche gli anni in cui incomincia a parlare di droga a livello mediatico, anche se il fenomeno è circostritto ai “diversi” ben additati nei contesti sociali e civili.

Nel secondo incontro del 19 gennaio alle ore 18,00 nella sala del Consiglio Comunale, interverranno due medici: Massimo Mazini psichiatra e Lorenzo Flori psicoterapeuta  che rifletteranno sulle IMPLICAZIONI SOCIO-SANITARIE. Nella serata verranno presentate alcune sequenze del film Amore tossico, il film più pasoliniano che si sia fatto sul tema droga e alcuni brevi interventi del regista Claudio Caligari.

Infine il 26 gennaio alle ore 18,00 nella sala del Consiglio Comunale, il giornalista Paolo Montanari presenterà  trailers di film cult sulla droga di strada: Christiane F./ Noi, I ragazzi dello zoo di Berlino- Trainspotting-Smetto quando voglio , il film televisivo di grande successo con la indimenticabile rapina in farmacia- Drugstore cowboy e il finale pirotecnico e drammatico di Zabrieskie Point di Antonioni, simbolo della distruzione che è paragonabile alla distruzione che provoca la droga.

“La droga, ha sottolineato Paolo Montanari, in particolare l’oppio resterà un classico della letteratura fino ai giorni nostri, ma nel corso degli anni Quaranta del 1800 la sua voga è insidiata nell’haschisch, passando dalla droga come medicamento alla droga come forma di piacere. Se pensiamo che le droghe erano presenti nell’antichità di un trattato cinese del XV sec. a.C. e che i sacerdoti dell’India attribuivano all’haschisch un’origine divina, possiamo pensare quanta strada gli oppiacei hanno percorso nei secoli. Fino ad arrivare all’Ottocento, dove scrittori e poeti come De Quincey, Baudelaire,Huxley e Burroughs, ebbero le loro esperienze intellettuali legate alla droga.

D’altronde l’uso elitario delle droghe non è mai cessato in Europa nel corso dell’ultimo secolo, ed è in questi ultimi decenni che la diffusione delle droghe si è sviluppata tra le giovani generazioni nei paesi a capitalismo maturo; il rifiuto autodistruttivo di una realtà insopportabile per l’incapacità di immaginare un mutamento radicale del quale si diviene protagonisti. Il filosofo Benjamin, autore di Angelus novus, in scritti sul surrealismo, parla dell’ispirazione materialistica e antropologica alla quale possono fare da scuola l’haschisch e altre droghe. Il noto neuro psichiatra Vittorino Andreoli ha scritto un piccolo pamphlet dal titolo “Carissimo amico. Lettera sulla droga”, in cui indirizza una lettera ad un drogato, partendo dall’uomo e non  dalla distinzione in categorie delle droghe: “Voglio parlare della droga che tu tieni in tasca o forse già dentro la testa. Scrivere a te che fosse ormai vivi  per la droga e di droga; a te che ti sei terrorizzato perché senti che si trova nelle tasche dei tuoi figli, dei tuoi nipoti; a te che la vedi girare per strada, cpme nei personaggi della città, mascherati, perchè ognuno di noi ha una maschera quotidiana, ma perfettamente riconoscibile”.

Vista l’importanza sociale degli incontri hanno aderito all’iniziativa, con la loro partecipazione, l’assessore ai Serviizi sociali del Comune di Pesaro, Sara Mengucci , l’assessore ai servizi sociali di Vallefoglia,  Daniela Ciaroni, Silvio Catarina de L’imprevisto, Pino Longobardi  e i dirigenti della cooperativa Labirinto. Si invitano le autorità religiose,civili e politiche a queste tre giornate di riflessione e di confronto.

 

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