L’Iran di ieri e l’Europa di oggi in un libro di intense emozioni fortemente drammatiche

L’Iran di ieri e l’Europa di oggi in un libro di intense emozioni fortemente drammatiche

di TIBERIO CRIVELLARO

Perché le donne iraniane (spesso provenienti da famiglie di intellettuali) scrivono particolarmente bene è una domanda non facile da rispondere. Forse in quanto spesso oppositrici ai regimi lasciano clandestinamente i loro paesi martoriati? Négar Djavadi nel suo primo romanzo “Disorientale” (E/O Edizioni) rivela doti di romanziera che incantano. Narra la storia di Kimâ (non ancora adolescente) espatriata a Parigi. In quanto esule si tiene a distanza dalla “cultura” e dalla famiglia del suo paese. Tuttavia gli antichi geni (i Jinn) come usciti da una lampada magica, l’adugnano per una onirica serie immaginaria(?) di tre generazioni della sua storia.

Tra tribolazioni degli antennati, decenni di rivoluzioni, l’imminente passaggio all’adolescenza, la frenesia per il rock emergono, come da una coltre nebbiosa, antiche memorie e nuove identità. Négar dà una grande prova narrativa. Ci fa rivivere, in maniera disincantata, l’Iran di ieri e l’Europa di oggi. I sedici capitoletti (parte A e parte B) sono a volte divertenti, ironici. Libro di intense emozioni fortemente drammatiche.

Négar Djavadi

DISORIENTALE

E/O Edizioni

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