Alla riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio

Alla riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio

La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio La riscoperta del pranzo della domenica al centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio

di GIUSEPPE CRISTINI*

MOMBAROCCIO – La riscoperta del pranzo della domenica, il rito della famiglia che ci unisce e fa festa, magari all’uscita da messa, o per celebrare una ricorrenza che appaga.

Ci si ricompatta e si rende grazie al cielo per  un’altra settimana di vita e di speranza, che accomuna tutti davanti ad un piatto di tagliatelle, una pasticciata e un dolce; “uno sweet remember” che al ristorante centro di degustazione La Coppa di Mombaroccio, è possibile festeggiare tutto l’anno, proprio con il “pranzo della domenica”.

Ad accogliermi al mio arrivo la Gabriella, “Lady del saper fare e regina della cucina”,  ma anche una ricercatrice dei valori del territorio.

Da lei degusto sempre a “centimetro zero”. Gabriella sa raccontare l’italianità dei prodotti con il sorriso e la competenza, condividendo sempre il suo sapere con il cliente.

Pur facendo cucina di alto livello, Lady Gabriella chiarisce subito: “io non butto via niente e recupero tutto l’alimento; la vita questo mi ha insegnato”.

Nel rapporto qualità prezzo, ricerca della materia prima, studio del territorio e condivisione dei valori umani, il ristorante La Coppa è  sicuramente “il number one” in provincia di Pesaro Urbino.

Una batteria di vini stratosferica, dove i marchigiani vincono in  carta, con  bottiglie prestigiose che invito Gabriella a far ruotare nel proprio “magico tour di degustazione”.

Servizio veloce e puntuale,  con un sottofondo di narrazione che piace,  dove  il bon ton,  che non manca mai.

In sala ho incontrato la giovane Teresa,  con anni di esperienza alla Coppa che elegantemente invita al takeaway sulle pietanze non consumate e già pagate,  infatti le  porzioni sono  ricche e copiose; assolutamente da degustare.

Alla Coppa si respira una visione d’altri tempi, un quadro di famiglia che spazia dalle colline di Pesaro ( anzi di Mombaroccio), su tutta la Riviera pesarese. Naturalmente i piatti sono tanti, dai grandi classici, quali il roast beef di marchigiana e la tagliata con fiocchi di  sale di Cervia e rosmarino, fino al  cioccolatino al gorgonzola, passando per  le mezzelune ripiene ai porcini e la polentina con la salsiccia e i legumi, con il cece che impreziosisce il palato di chi ama l’orto,  fino ad un dolce fantastico: le clementine con lo zenzero.

Questa è  veramente una cucina straordinaria, per finire poi con un cremoso alla moretta che ricorda la “Fanesitudine”, ma che invita i Pesaresi a degustare profondamente.

Alla Coppa, vivo una dimensione gastronomica e umana d’altri tempi.

*Narratore del gusto e della bellezza

 

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