Una proposta di legge dell’on. Carrescia per superare tutte le criticità per la ricostruzione delle zone terremotate

Una proposta di legge dell’on. Carrescia per superare tutte le criticità per la ricostruzione delle zone terremotate

Una proposta di legge dell’on. Carrescia per superare tutte le criticità per la ricostruzione delle zone terremotatedi PIERGIORGIO CARRESCIA*

ROMA – Anche per l’approssimarsi della fine della legislatura è quanto mai urgente intervenire per migliorare la normativa  a favore delle popolazioni delle Marche e delle altre regioni dell’Italia centrale colpite dal sisma.

In questi mesi di ascolto e di confronto con tanti Sindaci e Amministratori locali, con le Associazioni di Categoria, con le Organizzazioni sindacali, con le Associazioni di tutela ambientale, con gli Ordini e Collegi professionali, con Gruppi di volontariato civico ho maturato la convinzione che fosse necessario articolare una proposta, la più organica possibile, per modificare ed adeguare il pur ottimo impianto legislativo sul terremoto e superare alcune criticità emerse.

Ecco il perché di una Proposta di legge che viene a pochi giorni dalla discussione in Parlamento di quella sul Bilancio 2018 e sul decreto fiscale, strumenti nei quali, se non fosse possibile avviare un iter autonomo e veloce all’atto di iniziativa parlamentare che ho depositato alla Camera dei Deputati, potrebbero  comunque esserne accolti molti dei suoi contenuti.

Mi auguro che il Governo ne tenga conto fin dai primi prossimi provvedimenti a partire dal decreto fiscale in sede di conversione o nella stessa legge di Bilancio il cui iter è stato da poco avviato.

La Proposta di legge, a mia prima firma si compone di 18 articoli che intervengono su alcune situazioni di criticità esistenti che vanno migliorate; in estrema sintesi essa valorizza il ruolo dei Comuni che sono responsabilizzati  e  rende più compatibili i diversi istituti già operativi con la situazione concreta di una ricostruzione che stenta a partire e con una fase emergenziale che è prossima alla fine.

Più nello specifico prevede un coinvolgimento attivo dei Comuni nella definizione dei criteri per la perimetrazione di centri e nuclei di particolare interesse e maggiormente colpiti; modifica le percentuali di erogazione del contributo per la ricostruzione degli immobili distrutti o danneggiati nelle varie fasi degli stati di avanzamento dei lavori in modo tale da  consentire alle imprese, soprattutto alle PMI di poter dare continuità ai cantieri stante anche le note difficoltà di accesso al credito.

Per agevolare la partecipazione alle gare delle piccole imprese di cui è ricco il territorio coinvolto dal sisma si prevede di innalzare la soglia di esclusione della qualificazione per le gare (la SOA) da 150.000 a 258.000 euro; è poi prevista l’estensione del contributo per la ricostruzione anche alle pertinenze esterne inagibili di abitazioni agibili perché molto spesso, soprattutto nelle zone rurali, le unità immobiliari adibite a pertinenza sono connesse dal punto di vista funzionale con l’abitazione principale (presenza di caldaie, vani tecnici, locali deposito legna ed altri combustibili per il riscaldamento familiare, dispense di prodotti alimentari, ricoveri di animali di bassa corte).

Un’altra disposizione riguarda il rimborso dei premi assicurativi dell’ultimo quinquennio per calamità naturali pagati da privati cittadini ed Enti locali. La legge oggi prevede che il contributo della ricostruzione venga concesso al netto di qualsiasi indennizzo assicurativo e da ciò lo Stato  trae un innegabile vantaggio in quanto va a risarcire il danno deducendo quanto liquidato dalla Compagnia assicuratrice, premio però pagato da altri. Introducendo il risarcimento dei premi si ovvia a questa incongruenza.

La Pdl contiene norme per sanare le situazioni delle unità abitative costruite nell’emergenza senza autorizzazione come il caso dell’anziana signora Peppina di Fiastra, mutuando il contenuto da una specifica proposta di legge che, con altri colleghi del Partito Democratico, avevo presentato il mese scorso..

Molto importante ai fini della semplificazione è l’articolo che disciplina il procedimento per l’accesso ai contributi per la ricostruzione perché introduce la c.d. “preistruttoria”; articola infatti l’istruttoria delle domande in due fasi comunque connesse: inizialmente i beneficiari possono inviare la documentazione necessaria alla sola determinazione del livello operativo, del nesso di causalità e del possibile contributo concedibile sulla base dello stato di fatto e, successivamente, il progetto elaborato sulla base del livello operativo già approvato, il computo metrico e la selezione dell’impresa affidataria. La modifica evita anche che gli Uffici per la ricostruzione ripetano più volte l’iter istruttorio sulla stessa pratica.

La Proposta di legge interviene pure per disciplinare gli interventi sugli immobili danneggiati dagli eventi sismici del 2016 che già erano stati colpiti anche dal terremoto del 1997-1998 che aveva interessato le Marche e l’Umbria, edifici inseriti in un piano di interventi ma di fatto non eseguiti o portati a termine per l’esaurimento dei finanziamenti pubblici necessari. La disposizione va ad eliminare la disparità di trattamento tra i due eventi sismici e fra chi, pur avendo subito entrambi gli eventi, non trova ristoro in nessuna delle due situazioni.

Vi sono poi norme che vanno ad attribuire ai Comuni un ruolo molto più importante dell’attuale perché viene loro riconosciuto quello di “soggetti attuatori”, titolari cioè direttamente delle procedure di appalto superando così la Centrale unica di committenza per le opere pubbliche finora in capo ad Invitalia.

Viene data grande attenzione anche alla parte finanziaria escludendo i Comuni del c.d. dall’obbligo di concorrere nel triennio 2018-2020 agli obiettivi di finanza pubblica e autorizzando il Commissario per la ricostruzione ad anticipazioni di cassa per il minor gettito tributario degli Enti locali anche per il 2018.

Alcuni articoli riguardano poi il trattamento del personale per permettere di dare continuità al funzionamento degli Uffici, soprattutto nei piccoli Comuni.

Sempre a favore dei Comuni colpiti dal terremoto è prevista la loro equiparazione a quelli della “zona a rischio sismico 1”, la più alta, per consentire l’accesso al finanziamento dei costi di progettazione definitiva ed esecutiva di edifici destinati all’edilizia scolastica.

Relativamente alla ZFU (Zona franca urbana) viene introdotto un nuovo termine (novembre 2016-febbraio 2017) per il calcolo del minor fatturato per le imprese dei Comuni che sono stati colpiti dalle scosse dell’ottobre 2016, oggi penalizzate; se la proposta dovesse essere accolta dovrà poi essere prevista la riapertura dei termini per le domande; infine, fra i beneficiari è prevista l’estensione anche alle attività professionali.

Viene poi introdotta per le imprese una sanatoria e fissato un nuovo termine ad adempiere, oltre a prevedere l’esenzione da diritti e bolli, per ritardati adempimenti amministrativi connessi alla delocalizzazione derivata dagli eventi sismici.

Per consentire ai Comuni di reperire risorse per progetti di recupero anche nell’area del “sociale” quali case di riposo o altre  strutture socio-assistenziali o comunque di aggregazione comunitaria è favorito il “crowfunding” prevedendo per i donatori il medesimo trattamento delle detrazioni fiscali oggi previsto per l’Art-Bonus.

Insomma un complesso di proposte articolato, fattibile, concreto che mi auguro possa presto tramutarsi in norme legge ed agevolare l’ottimo lavoro che sta segnando queste prime settimane della nuova Commissaria alla ricostruzione, on. Paola De Micheli.

Nel contempo esprimo grande soddisfazione per l’annuncio dato dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico dell’Università di Camerino sull’utilizzo dell’area delle “Casermette” e dei suoi 26 edifici per potenziare l’attività culturale e scientifica del territorio.

Con alcuni altri colleghi del PD delle Marche avevo presentato nella seduta del 14 dicembre 2016 un Ordine del Giorno che impegnava il Governo alla creazione di un Polo scientifico-tecnologico per imprese ed Enti locali a supporto della formazione e della ricerca innovativa in quell’area e, a marzo, un successivo emendamento sempre sull’utilizzo dell’area. Un impegno sollecitato dall’allora Rettore Flavio Corradini e dal pro-Rettore e oggi al vertice di UNICAM, Claudio Pettinari, che trova una positiva risposta dal Governo.

*Deputato del Partito democratico

 

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it