Il parere di Michele Polverari sul prestito a Milano del quadro del Tiziano

Il parere di Michele Polverari sul prestito a Milano del quadro del Tiziano

ANCONA – Dopo la presa di posizione di Italia Nostra, abbiamo ricevuto una nota dall’ex direttore della Pinacoteca di Ancona Michele Polverari che esprime il proprio parere in merito al prestito del Tiziano a Milano, sulla base della propria accreditata competenza scientifica nel settore. Su sua autorizzazione pubblichiamo.

di MICHELE POLVERARI*

“Ricordo in primo luogo che si tratta della principale opera pittorica conservata ad Ancona. E poi le opere su tavola sono particolarmente delicate ed in teoria non dovrebbero spostarsi (i musei tedeschi non le prestano mai e nemmeno quelli inglesi). Se proprio si vuol concedere il prestito (per il quale è necessario il parere favorevole dello Stato-tramite Soprintendenza), sarebbe preliminarmente necessaria una verifica tecnica molto scrupolosa sulle condizioni dell’opera (sulla perfetta tenuta delle tavole di pioppo, dei cunei di giunzione, ecc.).

Inoltre, per una questione di dignità civica, al prestito del Comune di Ancona dovrebbe corrispondere un adeguato atto da parte di Milano, che potrebbe essere, anche tramite l’interessamento del Comune presso la Sovrintendenza statale:

1) il ritorno concomitante (non come promessa) ad Ancona della Pala di San Bartolomeo di Girolamo Siciolante da Sermoneta, requisita alla nostra città nel 1811 dai funzionari del Regno Italico napoleonico, e poi smistata da Brera alla chiesa  parrocchiale di Calcinate, dove tuttora si trova;

2) il prestito da Brera (tramite interessamento del Comune di Milano), per lo stesso periodo, della tavola di Liberale da Verona  raffigurante San Sebastiano, anch’essa requisita alla nostra città (S. Domenico) nel 1811.

Qualora il Comune di Milano non volesse o non potesse ottenere dallo Stato quanto sopra si potrebbe chiedere il prestito, ad esempio dei due Tintoretto conservati al Castello Sforzesco, dalle collezioni dello stesso Comune di Milano.

Non è affatto provinciale, quando si presta un dipinto, chiedere un prestito corrispettivo. Anzi, è il contrario. Ti rispettano di più. Nel 2003, quando la National Gallery di Londra chiese il prestito della Crocifissione di Tiziano a San Domenico, ancorché l’Amministrazione di Ancona non intendesse domandare nulla in cambio (more solito), riuscii ad ottenere quel capolavoro di Lorenzo Lotto, “Ritratto di gentildonna nelle vesti di Lucrezia”, che esponemmo in Pinacoteca per lo stesso periodo della mostra di Tiziano a Londra.

P.S. Leggo nel comunicato del Comune di Milano che “grazie all’allestimento curato dall’architetto Corrado Anselmi, i visitatori potranno osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola”; faccio presente che non è una gran novità: ad Ancona è sempre stato così poiché l’arch. Di Matteo realizzò nel 1987 una piccola ma comoda gradinata che ha sempre permesso di vedere i disegni retrostanti a dieci centimetri di distanza”.

*Già direttore Pinacoteca Civica di Ancona

 

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