Ne “La figlia maschio” la napoletana Patrizia Rinaldi si destreggia a dar voce a quattro protagonisti del romanzo
Ne “La figlia maschio” la napoletana Patrizia Rinaldi si destreggia a dar voce a quattro protagonisti del romanzo
di TIBERIO CRIVELLARO
Ne “La figlia maschio” (E/O Edizioni) la napoletana Patrizia Rinaldi (abile nella scrittura di testi teatrali), ben si destreggia a dar voce ai quattro protagonisti in scena nel suo romanzo. La storia si dipana durante un viaggio (verso la fine anni ’90) in Cina. Sembrerebbe trattarsi della solita vacanza turistica di quattro personaggi assai diversi tra loro: Marino, impelagato nell’imprenditoria criminale; la moglie Felicita, stanca di menzogne, si metterà ad analizzare cinicamente la storia del suo matrimonio ammettendo in maniera autoironica di essere diventata proprio ciò che non avrebbe voluto mai essere. Sergio, complice e dipendente dai crimini di Marino, è un personaggio inetto anche se possiede un certo fascino. Sergio, tuttavia, si scoprirà un combattente salvaguardando il suo “ultimo amore”, misterioso e carnale. Ma ecco spuntare, entrare in scena una misteriosa ragazza cinese (Pah-tu) senza identità alcuna non essendo dichiarata in alcun documento come del resto almeno altri 25milioni di neonate connazionali. Pah-tu non ha remore, non ci sta più a fare la vittima. Pah-tu ha un figlio, e altri segreti di cui politicamente si trova ad essere “ostaggio”. Da martire diverrà predatrice priva di remore utilizzando senza pudore il suo corpo, quando occorre; determinata ad affrontare qualsiasi avventura per salvarsi dalla vita difficile cui è abituata. Un romanzo di amori, tradimenti; tra ideologie e inattesi cambiamenti, tra menzogne e crimini di ogni tipo…Molti sono gli intrighi nella costellazione romanzata della Rinaldi.
PATRIZIA RINALDI
LA FIGLIA MASCHIO
E/O Edizioni
Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.altrogiornalemarche.it