Luca Storoni eletto segretario del Circolo Centro del Pd di Pesaro

Luca Storoni eletto segretario del Circolo Centro del Pd di Pesaro

Luca Storoni eletto segretario del Circolo Centro del Pd di Pesarodi PAOLO MONTANARI

PESARO – Prendendo spunto da una massima di Robert Kennedy “Il cambiamento, con tutti i rischi che comporta, è la legge dell’esistenza”, Luca Storoni (nella foto), si è presentato di fronte agli iscritti ed elettori del circolo centro del Pd, in qualità di segretario del circolo stesso. Il partito ha avuto un periodo di sbandamento e vuoto politico, con la dipartita di Marinella Topi alla guida del circolo, che ha avuto e questo tutti le riconoscono dei meriti: la passione per la politica, l’impegno per il circolo centro e i problemi del centro storico e soprattutto avere allargato il direttivo del circolo a tutti i partecipanti, realizzando in questa maniera dei gruppi di studio sui singoli temi. Poi la maledizione che incombe sulla Sinistra italiana, di nuovo ha creato divisioni, che sono sempre dolorose con cicatrici che difficilmente si riescono a rimarginare. Ho voluto evidenziare i meriti di Marinella Topi, perché il neo segretario Luca Storoni, li prenda come un patrimonio né da disperdere o rifiutare con il ritorno di direttivi claustrali di pochi privilegiati, perché anti democratici. Ma conoscendo l’apertura di pensiero politico ed etico di Storoni, ogni dubbio vola lontano. Nella sua relazione il neo segretario  ha evidenziato il valore del circolo, luogo prima del partito, dove ci si incontra per conoscere e conoscersi, confrontare e confrontarsi, Ascoltare e ascoltarsi.

Il circolo, ha sottolineato Storoni, è il luogo di avvio da cui la cultura prima e l’elaborazione politica poi deve partire, per arrivare al vertice e fare il Partito Democratico. Oggi non è più così perché si sono sovrapposti i piani e presi dalla frenesia di votare, vincere e governare, abbiamo sostituito alla nostra elaborazione la pratica amministrativa e governativa. . Governiamo bene ma spesso per demeriti altrui, cosa non rassicurante e che oggi non basta più. Partendo dal circolo, dobbiamo rifondare quella capacità di essere la palestra di una comunità informata, consapevole e partecipe. Poi il neo segretario si è spostato sui giovani, tema che lo accomuna alle preoccupazioni pastorali anche del’arcivescovo di Pesaro,mons. Piero Coccia. Oggi non rappresentiamo più i giovani. E’ un nostro problema, in parte di forma, in parte di sostanza. Per quest’ultima vi è tutt’ora una certa autoreferenzialità nel partito e le giovanili, di lontana memoria dalemiana, a modello di recinto hanno frenato i giovani impegnati in politica a incidere concretamente.

Occorre incentivare e ascoltare i giovani meritevoli e quelli impegnati nel proprio campo significa investire nel futuro, perché se non trasmettiamo il messaggio che eccellere è importante ed è bello occuparsi della propria Repubblica, in pochi penseranno che valga davvero la pena di faticare e che basta essere spettatori e non protagonisti della vita sociale. Un punto chiaro del neo segretario, preambolo che i politologi hanno sottolineato nello spiegare anche la dissaffezione alla politica. Un altro aspetto evidenziato da Luca Storoni è il tema dell’Europa. In una realtà sempre più interconnessa bisogna cominciare a governare i problemi locali immaginando e realizzando soluzioni europee. C’è chi suona le campane a morto quando si parla di Europa, ma noi democratici dobbiamo interfacciarci ad essa partendo dai territori. Il territorio è l’ultimo tema del neo segretario.

Nel territorio bisogna scoprire e condividere le buone pratiche e analizzare le criticità, perché se c’è sempre più la rappresentazione di una politica come male da curare invece che come cura del male, dobbiamo attuare le pratiche della politica di servizio, quella vicino ai territori di cui si prende cura con le sue specificità e le sue capacità. Favorire l’interazione forte con il territorio e le sue molteplici realtà, introducendo laboratori e momenti di partecipazione politica.

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