Giorgio Girelli: “Al Conservatorio Rossini alta formazione, ma anche sensibilità sociale”

Giorgio Girelli: “Al Conservatorio Rossini alta formazione, ma anche sensibilità sociale”

Giorgio Girelli: “Al Conservatorio Rossini alta formazione, ma anche sensibilità sociale”

di GIORGIO GIRELLI*

PESARO – Era il 1996 quando il Conservatorio statale Rossini ideò la manifestazione “Ferragosto al San Salvatore”, un concerto dedicato ai malati ed al personale dell’allora Ospedale “San Salvatore” nella giornata più “spensierata” dell’anno. Non erano ancora molte in Italia, allora, le iniziative che attraverso la musica portavano vicinanza e conforto nei luoghi di sofferenza. Gli studenti dell’Istituto, insieme ai loro docenti ed al personale amministrativo, varcavano la soglia dell’area didattica per cimentarsi in una testimonianza di solidarietà nella giornata dell’anno riservata appunto, dai più, allo svago.

Il Conservatorio Rossini in quella occasione, come negli anni successivi (la manifestazione è giunta alla XVIII edizione), dava prova che, oltre ad una qualificata formazione musicale, coltivava al suo interno valori di civismo e di sensibilità sociale. E forniva ennesima attestazione di come la musica sia fattore di coesione nelle realtà più disparate.   Già nelle Scritture (Primo Libro delle Cronache) è esaltato il ruolo della musica in occasione della collocazione dell’Arca del Signore nel posto prefissato: “Davide disse ai capi dei Leviti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché levando la loro voce facessero udire i segni di gioia”.  Plutarco ci ricorda che Pericle  ebbe maestro di musica il sofista Damone.

La potenzialità civica e socializzante della musica venne sottolineata anche da Riccardo Muti nel corso di una sua visita a Pesaro  (dove gli fu assegnato il “Rossini d’oro”) allorquando mise in rilievo come l’orchestra è un esempio tipico di collaborazione intersoggettiva che allena i giovani alla capacità del raccordo con il prossimo nella società.

Il programma di quest’anno ha registrato  la esecuzione di musiche di Mozart, Schubert e Gershwin. Anche qui c’è stato  un piccolo apporto alla esigenza di cambiare un’idea piuttosto diffusa: quella per cui la musica classica è un piacere riservato solo a gente colta, ricca e raffinata.

“Piacerebbe – rileva il giovane musicista australiano Ray Chen – che la “classica” tornasse a essere percepita come musica che include e non esclude”.  Lo stesso Verdi diceva  che la differenza è solo  tra  la buona e la cattiva musica.  Del resto la musica nasce con l’uomo e, come recenti studi hanno dimostrato, non inizia con gli egizi o i babilonesi.  Victor Grauer, nel suo studio “Musica dal profondo”,  dove cerca di riallacciare i fili tra etnomusicologi e storici della musica, ha  aggiunto al mondo paleolitico di Homo sapiens anche i suoni musicali, da sempre “forma essenziale  dell’espressione umana”.

*Presidente del Conservatorio Statale di Musica “Rossini”

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Nella foto: il presidente del Conservatorio Giorgio Girelli e il nuovo segretario generale del Ministero dei Beni Culturali delle Marche dottoressa Francesca Furst,  mentre  pronuncia il suo indirizzo di saluto con accanto le studentesse Daniela Lorenzetti e Malgorzata Bartman, componenti del quartetto d’archi del Conservatorio

 

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