L’oro di Castelluccio, ecco la lenticchia del dopo terremoto

L’oro di Castelluccio, ecco la lenticchia del dopo terremoto

Salvata la fioritura, e ora il primo raccolto. Festa degli agricoltori nella distesa di Pian Grande: “Il sisma non ha distrutto la nostra forza e tenacia”. Una spinta al rilancio delle zone martoriate

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di TONINO ARMATA

NORCIA – Ci vorrebbe un suono di campane per raccontare che lassù la vita è tornata. Ma è invece il rombo delle trebbiatrici che partono sventolando le bandiere della Coldiretti nella distesa del Pian Grande arroventata dal sole, la colonna sonora della rinascita di Castelluccio di Norcia. Là dove fino a poche settimane fa c’erano prati di papaveri, narcisi, margherite, viole e ranuncoli, rossi, turchesi, viola, bianchi, adesso ci sono quintali di lenticchie che gli agricoltori raccolgono e insaccano con la soddisfazione in faccia. «Il terremoto del 30 ottobre 2016 ha distrutto le nostre case, le nostre stalle, i nostri capannoni, ma non la nostra tenacia» dice il portavoce degli agricoltori di Castelluccio, affondando le mani in questo primo raccolto del dopo terremoto, le lenticchie “Igp” vendute in tutto il mondo, piccole, saporitissime, con la buccia sottile, mentre intorno la trebbiatura è una festa grande con prosciutto di Norcia e vino per tutti.

Ritorno alla vita normale, ai campi, ai pascoli, al recupero di un’economia messa a terra dal sisma di 9 mesi fa, le cui macerie sono dappertutto, transenne e zone rosse dal centro storico di Norcia al cuore di Castelluccio, 1.400 metri di altipiano, diventato famoso proprio per la fioritura dei campi di lenticchie. Racconta ancora Gianni Coccia, 53 anni, agricoltore figlio di agricoltori: «Abbiamo dovuto lottare per tornare qui a seminare, per far salire i nostri trattori quando tutti ci dicevano che era impossibile. Ma di questa terra vivono oltre trecento famiglie, ci lavoriamo da generazioni, ci sono giovani che hanno scelto di restare qui a coltivare le lenticchie invece di andarsene, non potevamo arrenderci. Abbiamo salvato la Fioritura e il raccolto, anche se quest’anno sarà più scarso del solito, soltanto tremila quintali, a causa della siccità».

È diventato una data simbolo di resistenza il primo giorno della trebbiatura, tra borghi con le case crollate, le chiese distrutte, i cumuli di pietre bianche di edifici secolari venuti giù in un soffio in tutta la Valnerina, in questo territorio di confine tra Umbria e Marche flagellato per mesi dalle scosse. Perché pur tra i disagi e le strade interrotte, e proprio per vedere l’altipiano di Castelluccio quando i fiori lo rendono simile ad un arcobaleno, i turisti sono tornati. «Una dimostrazione della tenacia degli agricoltori, che non hanno mai voluto abbandonare le loro attività dormendo nei container, e hanno ricostruito stalle e seminato la terra » commenta Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, indicando le trebbiatrici lungo i 700 ettari della “prateria” arroventata dal sole.

«Questa è una produzione d’eccellenza al di là delle quantità, un traino a tutta una economia basata sui prodotti tipici. E infatti quest’estate sono oltre sei milioni gli italiani che hanno scelto di visitare le zone ferite dal sisma — dice Moncalvo — in Umbria, nelle Marche, in Abruzzo. Infatti tutti i nostri agriturismi stanno lavorando a pieno ritmo, nonostante le difficoltà e i tanti paesi ancora in parte inagibili». E durante la festa della trebbiatura Coldiretti ha distribuito agli agricoltori buoni per 600mila litri di gasolio, a sostegno, appunto, della raccolta delle lenticchie. A settembre i sacchi con “l’oro di Castelluccio” verranno portati a Norcia per la ripulitura e quindi messi in commercio. «Sono già piena di ordinazioni — dice fiera Maria, che ha spostato la sua norcineria oggi inagibile in un “food truck” di prodotti tipici — in tanti ci chiedono di comprarle anche per solidarietà».

Senza più fiori l’altipiano è adesso color terra e roccia. Quando cala il sole, un po’ come in un film western, appaiono cavalli e cavalieri. Salgono da uno dei maneggi del parco dei monti Sibillini e cavalcano nella pianura. Sono americani, tornati qui perché, dicono entusiasti, “Castelluccio is wonderful”. Nonostante le ferite del terremoto.

Nelle foto (di Massimo Possanzini Rossini): la fioritura delle lenticchie, con i suoi colori che rendono unica Castelluccio

 

 

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