“Serve una maggiore attenzione per la cultura, la vera ricchezza del Paese”

“Serve una maggiore attenzione per la cultura, la vera ricchezza del Paese”

Una riflessione dell’artista pesarese Anna Rosa Basile, pittrice, scultrice, ceramista e poetessa, al rientro da un’importante mostra che si è svolta a Ca’ la Ghironda in Emilia Romagna

"Serve una maggiore attenzione per la cultura, la vera ricchezza del Paese"di PAOLO MONTANARI

PESARO – “La ceramica ha molte difficoltà a documentare la sua storia e la storia di Pesaro. Desidererei più attenzione alla cultura che è veramente la vera ricchezza del nostro Paese. Grazie anche al volontariato le cose si realizzano, ma ci vuole davvero la volontà delle Istituzioni”. E’ una riflessione dell’artista pesarese Anna Rosa Basile, pittrice, scultrice, ceramista e poetessa, al rientro da un’importante mostra che si è svolta a Ca’ la Ghironda in Emilia Romagna.

“Il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di vedere palazzo Gradari e palazzo Toschi Mosca, spazi museali, dove poter collocare le tante opere presenti nei depositi dei musei civici e creare quindi una grande isola museale. Attualmente la sezione ceramica è quella che ha avuto più penalità. Perché non utilizzare l’ex palazzo di giustizia in via San Francesco per gli uffici, e dunque realizzare una cittadella, dentro il centro storico di Pesaro, dedicato ai musei? Inoltre sarei molto contenta che l’itinerario ceramico che durante il Rof è abbastanza diffuso nei vari negozi del centro storico, possa continuare per tutto l’anno, per meglio valorizzare ed esporre le opere in ceramica”.

Ma professoressa Basile, ci parli della sua recente mostra, che ha avuto un grande successo a Ca’ la Ghirlanda nell’Art Museum  direttore artistico Vittorio Spampinato?

“Il tema è stato scelto dallo stesso Pampinato. perchè amante della natura e dell’arte; in particolare ha scelto i miei personaggi che non sono mai disgiunti dalla natura: i volti diventano simboli, conchiglie, fiori e piante: metamorfosi continue e pur tuttavia l’umanità rimane. D’altra parte Ca’ la Ghirlanda è una grande collina dove arte e natura creano armonie assolute”.

Maestro, ci parli del suo iter artistico.

“Ho cominciato a disegnare prima di imparare a scrivere. Il mio è stato un percorso esistenziale in solitudine e legato alla sofferenza, soprattutto per la morte di mio fratello. Ho frequentato l’avviamento professionale dove la docente di disegno,Egizia Bargozzi, fece un programma individuale per me, viste le mie doti. Le regole che subito per me divennero vere coordinate di vita furono: l’analisi e lo studio dal vero; la conoscenza dell’uomo e della natura.Quella è stata la base del mio iter artistico, perché da sola non sarei stata in grado di trasformare la mia personalità. Poi l’istituto d’arte dove ho avuto grandi maestri: Giuliano Vangi,Andreani, Borgiotti, Guidi, Pavisa e Gallucci. Una formazione che mi ha aperto la vista a livello internazionale. La prima mostra fu realizzata nel 1985, una personale a Palazzo Lazzarini, una ottantina di opere, che in gran parte vendetti, fra cui una andata a Washington. Poi le mostre del 1989 sempre a Palazzo Lazzarini, nel 1992 al Palazzo Ducale dedicata a mio fratello, e una mostra di sole ceramiche a Palazzo Mochi Zamperoli a Cagli”.

Quali sono i generi artistici che si sono succeduti nella sua carriera artistica?

“Partendo dal realismo sono arrivata alla metamorfosi. Avevo alla base una conoscenza della natura e dell’uomo, che tutt’ora amo trasformarle in maniera fan tastica, con un genere surrealista, e sempre alla ricerca della spiritualità dell’uomo (la sua vita, i suoi sentimenti spaziando in forme bizzarre). Non amo ripetermi. Quando voglio realizzare un quadro passo da uno schizzo e su una grande tela inizio a dipingere, senza avere più cognizione del tempo. Entro nel quadro; da qui la mia pittura è stata definita spontanea e innovativa. Nelle ceramiche non faccio neppure il bozzetto. Prendo la creta e lavoro a colombino, con uno spazio vuoto. Nei bronzi invece modello nell’intero e poi faccio fondere”.

Un altro aspetto che lei ama è la poesia. Che rapporto vi è con la pittura e la scultura?

“Mentre nel quadro è l’immagine delle mie sensazioni, nella poesia è la parola che presenta quei sentimenti”.

Ma torniamo alla ceramica. Anche quest’anno gli Amici della ceramica, di cui lei fa parte, faranno una mostra, IV edizione abbinata al Rossini Opera Festival. Ci può dare qualche anticipazione?

“Quest’anno il titolo della nostra mostra, che si terrà a Palazzo Lazzarini, sarà “Dei e miti”, e ogni ceramista porterà due opere su questo importante tema, che potrà essere analizzato da vari punti di vista”.

 

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