PESARO / Una grande mostra dedicata al Rof, tra storia e memoria

PESARO / Una grande mostra dedicata al Rof, tra storia e memoria

di PAOLO MONTANARI

PESARO – E’ stata inaugurata alla presenza dell’assessore alla Bellezza del comune di Pesaro, Daniele Vimini, del sovrintendente del Rof Gianfranco Mariotti, del direttore artistico del Rof maestro Palacio, la mostra fotografica IL ROF TRA STORIA E MEMORIA ai musei civici – 30 anni di immagini dello Studio Amati Bacciardi. Prima della visita nella suggestiva location dei musei civici vi è stata una presentazione dell’evento culturale presso Venturi spazio all’arte, che con la sua associazione culturale nata nel 2002, accoglie nei suoi spazi mostre di artisti pesaresi.IL ROF TRA STORIA E MEMORIA ripercorre la lunga avventura professionale e umana dello studio Amati Bacciardi, iniziata nel 1987 con Ermione e L’occasione fa il ladro, in collaborazione con l’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro e Sistema Museo. Ma non si tratta di una semplice mostra fotografica sul ROF e i suoi spettacoli, ma di un percorso visivo ed emozionale, lungo trenta estati, iniziate fin dalle prove delle opere e proseguite fino agli spettacoli al piubblico. Un iter artistico fotografico di Amati-Bacciardi, iniziato dapprima come ragazzi di bottega e poi cantori di una storia gloriosa da loro vissuta in prima persona come parte integrante del Popolo del Rof. Fra le varie fotografie, alcune delle quali elaborate con percorsi particolari, come il montaggio, anche un omaggio a  Alberto Zedda, con un collage di immagini del maestro in veste di direttore d’orchestra. Le immagini selezionate privilegiano gli spettacoli, cioè la parte visibile a tutti della manifestazione, riproposti secondo un punto di vista privilegiato e profondamente personale.

Così descrivono la mostra, primo evento che anticipa il cartellone del Rof, Fulvia Amati e Silvano Bacciardi: “L’incontro con il Rossini Opera Festival ha impresso alla nostra vita una svolta decisiva verso la fotografia  il teatro. La possibilità di vivere questa avventura dall’interno, e la libertà di movimento che ci è sempre stata concessa, ci hanno permesso di esplorare, conoscere e sperimentare  i limiti della rappresentazione fotografica della scena e definirne una personale interpretazione. Ed è appunto sulla scena che si concentra questo progetto, con fotografie spesso inedite; immagini di concezione inconsueta rispetto ad altre mirate unicamente alla funzione comunicativa del momento. Immagini fissate da punti di vista inusuali, che propongono una lettura personale e che si estende e si amplia attraverso la capacità evocativa e narrativa propria di uno sguardo fotografico ravvicinato persistente e costantemente coinvolto”.Nell’introduzione al catalogo, il sovrintendente del Rof, Gianfranco Mariotti, dopo avere svolto delle colte e intelligenti riflessioni sul concetto di immagine nel teatro e nel cinema, ha evidenziato come la mostra fotografica Amati-Bacciardi, ha delle particolari peculiarità: alla visione dell’obiettivo si aggiunge,in qualche misura straniante, la memoria degli eventi.

 

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